14 ottobre 2015 / 16:53 / 2 anni fa

Legge Stabilità, Renzi riduce tagli spesa, nodo coperture -fonti

ROMA, 14 ottobre (Reuters) - Il contributo dei tagli alla spesa alle coperture della legge di Stabilità diventa meno ambizioso in vista del varo, domani, in consiglio dei ministri.

A fronte dei 10 miliardi indicati a metà aprile, l‘obiettivo per il prossimo anno dovrebbe scendere a 5-6 miliardi, spiega una fonte governativa.

Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha annunciato una manovra complessiva da 27 miliardi e l‘aumento del rapporto deficit/Pil può garantire al massimo 13 miliardi, cioè la differenza tra l‘1,4% tendenziale e il 2,2% programmatico.

La conseguenza è che le coperture rischiano di essere sbilanciate sulle maggiori entrate, dalle quali dovrebbero arrivare circa 8 miliardi.

Renzi ha già detto che intende iscrivere a bilancio 2,5 miliardi attraverso la ‘voluntary disclosure’, la procedura per l‘emersione dei capitali nascosti al fisco italiano.

All‘appello, quindi, mancherebbero ancora più di 5 miliardi.

Una delle ipotesi sul tappeto è agire sul gioco d‘azzardo e più precisamente sul margini che i concessionari ricavano dalla differenza tra incassi e vincite, spiega il sottosegretario al Tesoro Pier Paolo Baretta senza fornire dettagli.

Se sul fronte delle coperture il quadro è ancora incerto, è abbastanza chiaro invece l‘uso che il governo intende fare delle risorse.

La manovra cancellerà solo per l‘anno 2016 le cosiddette clausole di salvaguardia, cioè i previsti aumenti di Iva e accise da 16,8 miliardi a garanzia del percorso di avvicinamento al pareggio di bilancio. Lo si desume dalla relazione che il governo ha presentato in Parlamento sul nuovo quadro di finanza pubblica.

Nel 2017 le clausole hanno un valore di 26,2 miliardi e il governo non ha chiarito come intenda farvi fronte.

L‘intervento su Tasi e Imu supera i 5 miliardi. L‘esecutivo vuole detassare tutte le prime case, comprese quelle di pregio, eliminare l‘Imu su macchinari fissi e fabbricati rurali assieme all‘Irap agricola.

L‘altro capitolo portante della manovra è dedicato agli investimenti. Renzi ha annunciato che le imprese potranno scalare dalle tasse non più il 100 ma il 140% di quanto speso per l‘acquisto di macchinari. Il beneficio dovrebbe essere valido dall‘ultimo trimestre del 2015 fino al 31 dicembre 2016, spiega una seconda fonte.

Il governo vuole inoltre anticipare al 2016 parte del taglio Ires di almeno 3,5 punti percentuali promesso per il 2017. Una delle ipotesi è rinviare di un anno gli effetti finanziari dell‘operazione, costringendo le imprese a calcolare l‘acconto di novembre 2016 con l‘attuale aliquota del 27,5%, cioè con il criterio storico anziché previsionale.

In campo previdenziale, il numero di esodati da tutelare con la settima e ultima salvaguardia si riduce a circa 24.000 dai 50.000 stimati in precedenza.

(Giuseppe Fonte)

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