7 agosto 2008 / 10:16 / 9 anni fa

PUNTO 2 - Statali, a luglio assenze malattia in calo del 37%

(Aggiunge replica Cgil da ottavo paragrafo)

ROMA, 7 agosto (Reuters) - Nel mese di luglio le assenze per malattia dei dipendenti pubblici si sono ridotte del 37,1% rispetto allo stesso periodo del 2007.

Lo si legge in una nota del ministero della Funzione pubblica. Il dato è espresso in termini di giornate di assenza per dipendente.

“Tenendo conto della variabilità, il calo delle assenze per malattia dell‘intero universo dei dipendenti pubblici può dunque essere plausibilmente collocato in un range del 37-40%”, spiega la nota.

“La variazione rappresenta quasi il doppio di quanto rilevato nel mese di giugno (-22,4%) e quattro volte la variazione di maggio (-10,9%)”, aggiunge la nota. L‘indagine di luglio ha coinvolto 70 amministrazioni. In 53 amministrazioni su 70 il ministero sostiene che “le assenze si riducono di oltre il 30%, con punte che vanno oltre il 75%”.

Secondo Brunetta, “dopo anni in cui le giornate di assenza per malattia dei dipendenti pubblici erano stabili su valori di poco superiori ai 20 giorni per dipendente i dati di questi mesi evidenziano una netta tendenza alla contrazione”.

“Rapportata all‘intera annualità la media di assenze per malattia di questi mesi si porta su un valore medio di circa 10 giorni”, dice il ministero.

PER CGIL TANTO RUMORE PER NULLA: TREND GIÀ NOTO

Secondo la Cgil i dati del ministero non sono corretti poiché in base alle statistiche di Istat e Ragioneria generale dello Stato già dal 2006 la media delle assenze per malattia nel lavoro pubblico risulta pari a 10,5 giornate annue.

Carlo Podda, numero uno dell‘Fp-Cgil, sostiene la sua tesi appoggiandosi al fatto che i dati del ministero non sono del tutto omogenei, come spiega il documento redatto dallo stesso Brunetta, a quelli della Ragioneria generale. Questi ultimi fanno riferimento “al totale delle assenze retribuite e non alle sole assenze per malattia”.

“Comparare dati non omogenei è statisticamente scorretto, trarne valutazioni politiche lo è ancor di più, ma ci consola il fatto che l‘indagine ci da ragione”, dice Podda.

“Inoltre continuiamo a rimanere perplessi sul carattere scientifico del campione tutt‘altro che rappresentativo dell‘universo delle pubbliche amministrazioni (210 contro le 3.200 registrate) che esclude settori come la sanità, la scuola, la maggioranza degli enti locali e quindi risulta rappresentativo di una piccola parte dell‘universo che si pretende di analizzare”.

“Se sul versante contrattuale non ci saranno radicali ripensamenti, in autunno il Governo potrebbe rimanere sorpreso da una nuova impennata delle assenze, ma questa volta quelle per lo sciopero dei dipendenti pubblici”, conclude Podda.

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