1 aprile 2015 / 12:12 / 3 anni fa

PUNTO 1-Fisco, firmata convenzione Italia-Vaticano su scambio informazioni

* Lo scambio di informazioni vale a partire dal 1° gennaio 2009

* La Convenzione applica voluntary disclosure anche per Vaticano

* Osservatore: viene a cadere segreto informazioni finanziarie (Aggiunge commento Osservatore Romano)

ROMA, 1 aprile (Reuters) - L‘Italia e il Vaticano hanno raggiunto oggi l‘accordo in materia fiscale per disciplinare lo scambio di informazioni secondo gli standard Ocse.

Lo si legge in una nota congiunta del ministero dell‘Economia e della Santa Sede.

“Lo scambio di informazioni riguarderà i periodi d‘imposta a partire dal 1° gennaio 2009”, dice la nota.

“La Convenzione, a partire dalla data di entrata in vigore, consentirà il pieno adempimento, con modalità semplificate, degli obblighi fiscali relativi alle attività finanziarie detenute presso enti che svolgono attività finanziaria nella Santa Sede da alcune persone fisiche e giuridiche fiscalmente residenti in Italia. Gli stessi soggetti potranno accedere ad una procedura di regolarizzazione delle stesse attività, con i medesimi effetti stabiliti dalla legge n. 186/2014”, cioè la cosiddetta voluntary disclosure, aggiunge la nota.

Il Segretario della Santa Sede per i Rapporti con gli Stati, Paul Richard Gallagher, e il ministro italiano dell‘Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, hanno firmato la Convenzione.

Secondo un articolo che apparirà nell‘edizione di oggi pomeriggio dell‘Osservatore romano e anticipato dalla Sala stampa Vaticana: “La parte forse più rilevante della Convenzione consiste nell‘accordo relativo allo scambio di informazioni su richiesta ai fini fiscali, la cui disciplina introduce il complesso articolato della Convenzione. Con tale accordo si stabilisce che la Santa Sede comunicherà allo Stato italiano le ‘informazioni verosimilmente rilevanti [] per l‘amministrazione o l‘applicazione del diritto interno relativo alle imposte di qualsiasi natura o denominazione’, senza possibilità di opporre in senso contrario alcun vincolo di segreto in materia finanziaria”.

Ieri Reuters aveva anticipato l‘imminenza dell‘accordo.

Da quando è salito al soglio pontificio, due anni fa, Papa Francesco ha adottato una serie di misure per adeguare le finanze vaticane alla normativa internazionale in materia di trasparenza.

Il caso più noto è la riforma della banca vaticana, l‘Istituto per le opere di religione (Ior), che lo scorso luglio ha bloccato i conti di oltre 2.000 clienti.

Il primo a rivelare l‘esistenza di trattative fra Italia e Vaticano è stato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi: “Quello che abbiamo fatto con la Svizzera, con Montecarlo o con il Liechtenstein vogliamo farlo con il Vaticano”, ha detto il 12 marzo durante un‘intervista al settimanale L‘Espresso.

“Ci sono molti italiani coinvolti e credo che la Santa Sede sia interessata a fare un repulisti”, ha aggiunto il premier.

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