26 marzo 2015 / 15:18 / tra 3 anni

Italia valuta utilizzo clausola Ue su riforme per ridurre manovra

* Roma spera di poter lasciare invariato deficit strutturale 2016

* Per scongiurare aumento Iva e accise servirebbero meno di 16 mld

* Padoan potrebbe far valere riforme su mercato lavoro, giustizia

di Luca Trogni

MILANO, 26 marzo (Reuters) - Il governo di Matteo Renzi sta pensando di far valere per il prossimo anno le riforme messe in cantiere finora per strappare in sede Ue uno sconto sugli obiettivi di deficit, riferiscono due fonti vicine alla situazione.

Lo strumento è la cosiddetta clausola sulle riforme strutturali che, in base alle norme comunitarie di gennaio sulla flessibilità, consentirebbe di lasciare invariato il deficit strutturale nel 2016.

Questa mossa, se accettata da Bruxelles, consentirebbe al Tesoro di conseguire due obiettivi.

Il primo è che la clausola permetterebbe di ridurre, fino a 8 miliardi secondo una delle due fonti, l‘entità della manovra e quindi per evitare l‘attivazione automatica nel 2016 dell‘aumento di Iva e accise (la cosiddetta clausola di salvaguardia) basterebbe recuperare una cifra sensibilmente inferiore ai previsti 16 miliardi.

Il secondo è che l‘Italia avrebbe più tempo, sino al 2019, per raggiungere il target di medio-termine del pareggio di bilancio strutturale.

La richiesta si baserebbe sugli effetti positivi del jobs act, delle riforme di pubblica amministrazione, giustizia e scuola e sul decreto competitività, spiega una delle fonti.

La Commissione a gennaio si è impegnata a tener conto nell‘esame dei bilanci degli Stati membri degli interventi strutturali a condizione che abbiano un effetto duraturo su crescita e occupazione. Il nuovo impegno vale non solo per le riforme interamente realizzate, ma anche per quelle, come per alcune di quelle italiane, in corso di approvazione ma già dettagliate.

Qual è lo stato dell‘arte in proposito ?

La parte della riforma del lavoro che introduce il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti superando le tutele precedenti garantite dall‘articolo 18 è legge come è in vigore il decreto competitività che riduce i costi energetici delle imprese.

In materia di giustizia sembrano in dirittura d‘arrivo le norme di inasprimento delle pene per corruzione e di allungamento della prescrizione dopo l‘approvazione di quelle sulla semplificazione del contenzioso con norme come il ricorso all‘arbitrato.

Per l‘intervento sulla pubblica amministrazione, basato su mobilità obbligatoria dei dipendenti e possibilità di pensionamento obbligato a 62 anni, il ministro Marianna Madia prevede l‘approvazione del parlamento entro l‘estate.

In tema di scuola il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge basato sull‘autonomia degli istituti scolastici e sull‘assunzione di oltre 100.000 docenti precari.

NUOVE POSSIBILITA’

Nella situazione attuale l‘Italia deve raggiungere l‘obiettivo di medio-termine sul pareggio strutturale entro il 2017.

Per il 2015 la Commissione europea ha riconosciuto all‘Italia le circostanze previste dai Trattati che giustificano la deviazione dai vincoli di bilancio, soprattutto in base allo scarto tra l‘andamento effettivo dell‘economia (negativo) e quello potenziale (positivo).

La clausola sulle riforme, se esercitata dal governo e accettata dalla Ue, permetterebbe all‘Italia di lasciare invariato nel 2016 il deficit strutturale che altrimenti dovrebbe essere ridotto, probabilmente di 0,5 punti percentuali di Pil. Bruxelles infatti può valutare una deviazione temporanea dal percorso di risanamento concordato con l‘Ue, sino a un massimo di mezzo punto del reddito nazionale. E consentirebbe di far ripartire il conteggio dei quattro anni in cui raggiungere il pareggio strutturale dall‘anno, nel caso italiano sarebbe il 2016, in cui la clausola è attivata.

Nei giorni scorsi il ministro dell‘Economia, Pier Carlo Padoan, ha ricordato che l‘Italia deve continuare sulla strada delle riforme strutturali anche per rispettare la regola europea di riduzione del debito pubblico.

Nel 2016, secondo le stime attuali del governo, il rapporto debito/pil dovrebbe scendere dopo anni di rialzi.

Il Def, con le nuove stime macroeconomiche, è atteso nella prima parte di aprile.

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