24 settembre 2014 / 14:53 / tra 3 anni

Corte conti, prima udienza per Renzi in processo a Firenze su danno erariale

FIRENZE, 24 settembre (Reuters) - Prima udienza a Firenze per Matteo Renzi nel processo istruito dalla Corte dei conti su un presunto danno erariale compreso tra 287.000 e 816.000 euro.

I fatti contestati riguardano l‘assunzione di quattro direttori generali della Provincia di Firenze ai tempi in cui il premier ne è stato il presidente, dal 2004 al 2009.

A rappresentare il Capo del governo era il suo avvocato Alberto Bianchi, che ha ribadito l‘innocenza del suo assistito.

La procura presso la Corte dei conti ha citato in giudizio sette persone, fra dirigenti e assessori dell‘allora giunta, ritenendo che vi sia stata una “illegittimità sostanziale” nella nomina e nel livello retributivo dei quattro direttori, “fissato in modo totalmente discrezionale e immotivato”.

La stessa procura, dopo aver ricevuto le deduzioni difensive del premier, aveva chiesto l‘archiviazione della posizione di Renzi e degli altri assessori, ritenendo che dovessero essere giudicati solo i dirigenti e non i politici allora in carica.

Gli avvocati difensori dei dirigenti si sono opposti alla richiesta di archiviazione, chiedendo che anche i politici, compreso Renzi, fossero chiamati in giudizio. I giudici contabili hanno accolto la richiesta.

Anche nell‘udienza di oggi, il procuratore della Corte dei conti, Acheropita Rosaria Mondera Oranges, ha ribadito che la responsabilità debba ricadere sui soli dirigenti.

“È sconcertante che Matteo Renzi venga convocato in giudizio quando chi lo accusa dice che non ne vuole più sapere e che è fuori dal processo”, ha commentato l‘avvocato Bianchi.

Nell‘atto di citazione inviato a Renzi dalla Corte dei Conti si legge che, nel 2007, a seguito delle dimissioni del direttore generale, la Provincia di Firenze nominò quattro dirigenti a tempo indeterminato della Provincia direttori generali invece di uno solo. I quattro avrebbero dovuto svolgere in maniera “collegiale” le funzioni del direttore generale e vennero assunti con contratti di diritto privato.

Il danno si compone di più poste, in parte nella retribuzione in sé e in parte per il fatto che hanno continuato a gravare sul fondo pubblico dei dirigenti.

Secondo la Corte dei conti fu illegittimo “porre quattro dirigenti a tempo indeterminato in aspettativa per poi riassumerli con contratti di diritto privato per svolgere lo stesso lavoro che facevano prima”.

Il collegio non ha termini perentori per emettere la sentenza, ma una fonte legale ha spiegato oggi che in genere si tratta di “qualche giorno”. Serviranno poi circa 60 giorni per il deposito dell‘atto.

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