11 aprile 2014 / 16:52 / 4 anni fa

PUNTO 2-Europa ha bisogno di ricette che tengano insieme riforme e crescita-Renzi

* No a regole concentrate su rigore se disoccupazione raddoppia

* Durante semestre spiegheremo perché bisogna cambiare regole - Renzi

* Rilanciare partneriati per scambio riforme-flessibilità, dice Gozi (Aggiunge dichiarazioni Gozi, contesto)

di Ilaria Polleschi e Giselda Vagnoni

MILANO/ROMA, 11 aprile (Reuters) - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dal primo luglio presidente di turno dell‘Ue, ha detto che in Europa occorre trovare regole più adatte alla necessità di conciliare le riforme strutturali con la crescita.

Il leader del Partito democratico, che ha definito obsoleto il parametro del 3% sul deficit/Pil e ha visto il tasso di disoccupazione nazionale salire in febbraio al 13%, massimo dal 1977, ha detto oggi che “non servono a niente regole” sui bilanci degli Stati Ue “concentrate sull‘austerità e il rigore se la disoccupazione raddoppia”.

Durante il semestre di presidenza, l‘Italia spiegherà “agli amici europei” che “abbiamo bisogno di ricette che tengano insieme riforme e crescita”, ha detto l‘ex sindaco di Firenze.

Il Tesoro prevede di mantenere il deficit anche quest‘anno entro il tetto del 3% ma gestisce un debito di oltre 2.000 miliardi, il più alto della zona euro dopo la Grecia in rapporto al Pil.

Per Renzi l‘Italia “rispetta tutti i parametri europei” e per questo sarà titolata a chiedere di cambiare le regole.

Tuttavia, in base al Documento di economia e finanza presentato martedì, l‘Italia non centrerà quest‘anno l‘obiettivo di pareggio del bilancio strutturale, né comincerà a ridurre il debito/Pil come si era impegnata a fare in sede europea.

In linea con i suggerimenti venuti da Bruxellles per ridare fiato a una economia che cerca di uscire dalla più lunga recessione dal dopoguerra, Renzi ha deciso di ridurre le tasse sui redditi più bassi e ha promesso di pagare tutti i debiti della Pubblica amministrazione ai fornitori privati.

Allo stesso tempo ha liberalizzato il contratto a termine fino a tre anni, svuotato di potere le province e sta cercando di eliminare il Senato elettivo per semplificare il processo di approvazione delle leggi.

In cambio di un ambizioso programma di riforme, Roma conta di ottenere maggiore flessibilità da Bruxelles. Renzi guarda, inoltre, a una possibile alleanza con il neo governo francese di Manuel Valls che, pur godendo già di maggiori tempi di rientro, mira a un allungamento dei tempi per il rientro del deficit e a spostare l‘enfasi dal rigore alla crescita.

GOZI: VALLS SI E’ ISPIRATO A RENZI

“Riteniamo che facendo la nostra parte per riattivare la crescita economica in Italia, non sia un problema rispettare e raggiungere l‘obiettivo di pareggio strutturale nel 2016 e non nel 2015 perché è coerente con il percorso che ci viene raccomandato in sede europea”, ha detto recentemente il sottosegretario per gli Affari europei, Sandro Gozi.

“Se leggete il discorso di Valls e guardate l‘impostazione che ha dato sia alle riforme economiche interne, sia all‘approccio da tenere a livello europeo di riforme in cambio di flessibilità diciamo che sembra abbastanza ispirato al programma che l‘Italia ha portato avanti”, ha aggiunto Gozi mercoledì alla presentazione di un libro di Lorenzo Bini Smaghi.

La Commissione aveva già giudicato insufficienti gli sforzi di rientro del deficit strutturale da parte dell‘Italia lo scorso novembre e in marzo ha retrocesso l‘economia italiana tra quelle con eccessivi squilibri macroeconomici in compagnia di Slovenia e Croazia.

Dopo la presentazione del Def italiano, tuttavia, la Commissione Ue, destinata a un completo rinnovo dopo le elezioni europee del 25 maggio, non ha forzato i toni limitandosi a ribadire l‘obiettivo di rientro del deficit strutturale e a esprimere apprezzamento per le riforme annunciate dal governo.

Al Consiglio europeo di ottobre l‘Italia cercherà di rilanciare i cosiddetti accordi contrattuali in una dizione e in una forma diversa da quella cassata nel summit dello scorso dicembre.

“Mi sembra che adesso ci siano le condizioni per almeno tentare di riaprire questo tema lavorando su dei partneriati per le riforme, la crescita e la concorrenza. In cambio di riforme realizzate e verificate si possono avere misure di accompagnamento da parte dell‘Unione europea che possono essere più flessibilità nelle modalità e nei tempi di rientro del deficit e del debito”, ha detto ancora Gozi.

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