25 febbraio 2014 / 12:47 / tra 4 anni

Italia fuori da recessione ma Pil 2014 fiacco, ritrova fiato in 2015 - Ue

* Economia 2014 cresce a ritmo dimezzato rispetto a media zona euro

* Barra conti pubblici resta diritta grazie a dote avanzo primario

* Picco disoccupazione superato a fine 2013, inflazione moderata

MILANO, 25 febbraio (Reuters) - Per l‘Italia si può considerare chiuso il lungo capitolo recessione ma la ripresa procede ancora lentamente, a ritmo dimezzato rispetto alla media della zona euro. Prosegue intanto il percorso di aggiustamento dei conti pubblici che dovrebbe consentire di accumulare la dote preziosa dell‘avanzo primario.

E’ il quadro delle stime d‘inverno della Commissione europea che indicano per il prodotto interno lordo italiano 2014 una modesta espansione di 0,6% - contro l‘1,2% della media della zona euro - sostenuta principalmente dalla domanda estera e seguita da un‘accelerazione a 1,2% l‘anno prossimo, grazie all‘atteso miglioramento delle condizioni creditizie, dopo il -1,9% dello scorso.

La proiezione su quest‘anno va messa a confronto con il +0,7% ipotizzato sempre da Bruxelles nelle stime d‘autunno ma soprattutto con il +1,1% su cui contava il governo Letta. L‘ex inquilino di Via XX Settembre Fabrizio Saccomanni anticipava peraltro già la settimana scorsa, all‘ultimo consiglio Ecofin, che la previsione Ue avrebbe disatteso quella dell‘esecutivo.

Alla variazione negativa nella dinamica del Pil si contrappongono lievi miglioramenti nelle variabili deficit e debito espresse in punti percentuali di prodotto.

Anche intorno alla cifra magica del 3% si gioca intanto la partita il neonato esecutivo di Matteo Renzi, secondo cui i conti pubblici vanno messi in ordine nel nome del “rispetto che dobbiamo ai nostri figli”, non perché lo chiedono “la signora Merkel e Draghi”. Non ancora premier, lo stesso Renzi definiva il criterio “anacronistico”, dunque negoziabile in cambio di riforme.

Nero su bianco Bruxelles non mette comunque in dubbio che l‘Italia possa non rispettare il parametro previsto dal Trattato di Maastricht in materia deficit.

Dopo il 3% del 2013, identico al 2012, il rapporto deficit/Pil dovrebbe portarsi a 2,6% quest‘anno, non lontano dalla stima ufficiale della nota di aggiornamento al Def pari a 2,5%, e al 2,2% il prossimo.

Per il debito/Pil il sentiero previsto è di un picco a 133,7% quest‘anno - un punto percentuale pieno oltre lo scorso - seguito da una discesa a 132,4% nel 2015 “grazie all‘aumento dell‘avanzo primario e alla crescita del Pil nominale”, si legge nel rapporto Ue.

Non sono però soltanto la montagna del debito e l‘anemia della crescita i punti dolenti dell‘Italia, in seria difficoltà anche sul versante del mercato del lavoro per quanto in perfetta linea alla media euro appesantita soprattutto dai ‘casi’ Spagna e Grecia.

Perfettamente allineata ai partner comunitari appare anche la parabola dell‘inflazione, vista quest‘anno a una media armonizzata di 0,9% - a 1,00% la zona euro - e il prossimo a 1,3% esattamente come la media dei diciotto.

(Alessia Pé)

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