18 ottobre 2013 / 10:38 / tra 4 anni

PUNTO 1-Decreto investimenti esteri, dismissioni in 15 giorni - Zanonato

* Dismissioni, il piano vale lo 0,5% del Pil all‘anno

* Zanonato esclude tensioni con Saccomanni

* Il ministro insiste su bond del Gse, compensazioni (Aggiunge dichiarazioni Zanonato e contesto)

ROMA, 18 ottobre (Reuters) - Il decreto legge con le prime misure attuative di Destinazione Italia, compreso il piano di dismissioni del patrimonio pubblico, sarà sul tavolo del consiglio dei ministri entro i prossimi 15 giorni.

Lo ha detto il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, nel corso di una conferenza stampa.

“Dovremmo essere pronti e portarlo entro i prossimi 15 giorni”, ha detto Zanonato.

Destinazione Italia, il progetto del governo per aumentare gli investimenti diretti dall‘estero, contiene un intero capitolo dedicato alle dismissioni. Il ministero dell‘Economia si è impegnato a cedere attivi dello Stato per mezzo punto di Pil l‘anno dal 2014 al 2017.

Il governo ha rimandato il varo del provvedimento perché “non era possibile intasare il Parlamento con un eccesso di decreti”, ha spiegato il ministro.

“Per rispettare questa richiesta abbiamo quindi atteso il varo della legge di Stabilità, ma ora siamo pronti per un insieme di proposte messe a punto in accordo con il ministero dell‘Economia”.

È il caso delle misure per ampliare i canali di finanziamento di piccole e medie imprese. La bozza del provvedimento consente di utilizzare i “beni mobili” anche a garanzia dei titoli obbligazionari, non solo dei crediti bancari. Per favorire la diffusione dei minibond, il decreto dovrebbe modificare la legge 130 del 1999 prevedendo che si possano cartolarizzare anche i titoli obbligazionari.

Un terzo intervento, contenuto in Destinazione Italia e presente nella bozza, punta a rendere più facile per compagnie di assicurazione, fondi pensione ed enti previdenziali investire in obbligazioni (anche prive di rating) e titoli cartolarizzati. Lo strumento è una limitata rivisitazione della complessa normativa che definisce quali attivi possono andare a copertura delle riserve tecniche.

ZANONATO MINIMIZZA FRIZIONI CON IL TESORO

Altro capitolo di Destinazione Italia è il credito di imposta sulla ricerca, da sempre il cavallo di battaglia di Via Veneto, sin dai tempi di Corrado Passera.

La bozza prevede un beneficio sull‘Ires per il triennio 2014-2016 “pari al 50% degli incrementi annuali di spesa” e fino ad “un importo massimo annuale di 2,5 milioni”. La relazione tecnica quantifica le minori entrate in 187 milioni nel 2014, 134 nel 2015 e 78 nel 2016.

Il ministero dell‘Economia si è finora opposto al varo del credito di imposta per motivi di copertura finanziaria.

Zanonato esclude tensioni con il titolare dell‘Economia, Fabrizio Saccomanni: “Non c‘è un attegiamento di ostilità. C‘è l‘esigenza di verificare la compatibilità delle misure con le regole europee e assicurare che non ci sia un aumento di deficit e debito”.

Ci sono altre due interventi messi a punto dallo Sviluppo che suscitano le perplessità del Tesoro.

La prima è la possibilità che il Gse, il Gestore dei servizi elettrici, possa emettere obbligazioni per finanziare gli sconti in bolletta.

Dove però il confronto tra i tecnici dei due dicasteri diventa teso è sul terreno della compensazione tra debiti e crediti fiscali. L‘attuale soglia di compensazione è 700.000 euro. Zanonato la vorrebbe alzare a 1 milione dal 2014 (2 milioni nel caso di società con bilanci certificati e 4 milioni per le società quotate). Il Tesoro teme effetti difficilmente gestibili sull‘andamento delle entrate fiscali.

(Giuseppe Fonte)

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