16 ottobre 2013 / 11:47 / tra 4 anni

Legge stabilità non piace a sindacati che pensano a sciopero

ROMA, 16 ottobre (Reuters) - Ancora non si ha contezza della versione definitiva della legge di stabilità varata dal governo ieri a tarda sera che già arrivano le reazioni, negative, dei sindacati.

Nel mirino in particolare la stretta sul pubblico impiego che, nelle intenzioni l‘esecutivo di Enrico Letta, contribuirà con altre voci a tagliare la spesa di 3,5 miliardi nel triennio 2014-2016.

Secondo le ultime bozze la contrattazione del pubblico impiego rimane bloccata per tutto il 2014.

La notizia è stata confermata stamani dal ministro della Funzione pubblica Gianpiero D‘Alia, secondo il quale però non ci sono novità rispetto a quanto deciso dal consiglio dei ministri dello scorso agosto, che ha approvato un regolamento per prorogare alla fine del prossimo anno il blocco della contrattazione e degli aumenti automatici degli stipendi dei dipendenti pubblici.

La Uil, per bocca del suo leader, Luigi Angeletti, si è detta pronta a “proteste moto forti” compreso lo sciopero e anche la Cgil è pronta a mobilitarsi.

“L‘ennesimo blocco dei contratti dei dipendenti pubblici senza una riqualificazione della PA non è un fatto positivo. Quando avremo verificato i testi non escludo che potrà esserci una mobilitazione sindacale. Non facciamo sconti neppure a questo governo”, afferma il Segretario Confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, ad Affaritaliani.it.

Inoltre il pubblico impiego non dovrebbe recuperare l‘indennità di vacanza contrattuale per il biennio 2013-2014.

Neanche l‘indennità per gli anni 2015-2017 sarà aggiornata rispetto a quella valida per il 2013. “I risparmi di spesa lordi sono quantificati in 300 mln per il 2015 e 440 mln a decorrere dal 2016 relativamente al comparto Stato”, si legge nella bozza.

Il turn over del personale viene bloccato fino al 2018 con anche se con gradualità con assunzioni pari al 40% delle uscite nel 2015, al 60% nel 2016, e all‘80% nel 2017.

Previsto anche un taglio agli straordinari.

A decorrere dal 2014 poi, per i dipendenti pubblici che hanno diritto a una buona uscita superiore a 50.000 euro, la cifra non sarà elargita in un‘unica soluzione ma sarà diluita.

Infine viene ridotto del 50% l‘onorario spettante agli avvocati della Pa per il patrocinio relativo alle cause favorevoli con risparmi lordi quantificati in 50 milioni dal 2014 per lo Stato e gli enti dotati di autonomia finanziaria. E sono introdotti limiti al trattamento economico complessivo per il personale della Pa con risparmi quantificati in 5 milioni dal 2014 per il solo settore dello Stato e in circa 190 mln per tutta la Pa.

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