18 luglio 2013 / 11:54 / tra 4 anni

PUNTO 2 - Governo accelera su debiti Pa, cerca intesa su Imu

* Imu, sulle prime case le posizioni restano distanti

* Debiti Pa, banche in campo per aumentare i rimborsi

* Brunetta: in autunno piano di attacco al debito pubblico (Riscrive, aggiunge posizione Pd e contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 18 luglio (Reuters) - Evitare l‘aumento dell‘Iva dal prossimo ottobre, aumentare il plafond di 20 miliardi promesso alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione nel 2013 e trovare un accordo per riformare l‘intera tassazione immobiliare, compresa l‘Imu sulla prima casa. Il tutto entro il 31 agosto.

Dopo le tensioni politiche legate all‘espulsione delle due kazake, la moglie e la figlia di 6 anni del dissidente Mukhtar Ablyazov, governo e maggioranza danno un segnale di coesione e promettono per l‘autunno un piano di abbattimento del debito pubblico, salito nel mese di maggio al nuovo massimo storico di 2.074 miliardi.

Al termine del vertice di due ore con Pd, Pdl e Scelta civica, Palazzo Chigi parla in un comunicato di “forte sostegno politico, unità d‘intenti e larga condivisione sull‘impostazione, i tempi, il merito dei provvedimenti da attuare in materia di politica economica nei prossimi mesi, in particolare per ciò che attiene alla Legge di stabilità”.

Su Twitter il ministro dell‘Economia, Fabrizio Saccomanni, parla di un nuovo approccio nei rapporti tra governo e maggioranza basato su “apertura, confronto e collaborazione”.

Nonostante le dichiarazioni, però, l‘Imu continua a suscitare divisioni dentro la maggioranza.

Il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, si mostra sicuro che alla fine “l‘Imu sulla prima casa sarà cancellata”.

Il Pd insiste nel sollecitare una rimodulazione per ridurre il carico fiscale sulle famiglie con redditi medio-bassi, la soluzione preferita anche da Scelta civica.

“Non è possibile rinunciare interamente ai 4 miliardi di gettito. Il 50% deriva dal 15% delle case più prestigiose, quindi è giusto fare una riflessione vera, nell‘ambito della interlocuzione con il governo, per favorire una modalità che dia più risorse a chi ne ha di meno”, ha detto il capogruppo del Pd a Montecitorio, Roberto Speranza, intervenendo al Tg1.

LA RIFORMA RIGUARDA OLTRE 40 MLD DI GETTITO

Brunetta tende a escludere una soluzione transitoria per il 2013: “Nessuno ne ha parlato, si è scelta la strada originaria”.

Tra Imu, Tares (la tariffa sui rifiuti e sui servizi urbani), imposte di registro, ipotecarie e catastali, cedolare secca sugli affitti e il regime fiscale di compravendite e successioni, il capogruppo del Pdl ricorda che il giro di vite dovrebbe riguardare oltre 40 miliardi di gettito l‘anno.

“Sarà istituito già dalla prossima settimana un tavolo tra maggioranza e ministero del Tesoro per elaborare la proposta di legge”, ha aggiunto Brunetta.

Governo e maggioranza sembrano invece avere raggiunto un accordo per modificare il miliardo di coperture che ha consentito di rinviare, dal primo luglio al primo ottobre, l‘aumento dell‘Iva.

Con il decreto varato a fine giugno il Tesoro ha aumentato gli acconti fiscali, che nel caso di Irpef ed Irap sulle società di capitale sono saliti dal 99 al 100%. L‘acconto Ires è aumentato al 101% mentre la ritenuta sugli interessi di conti correnti e depositi è cresciuta al 110%.

DEBITI PA, IN AUMENTO PLAFOND 20 MLD PREVISTO PER IL 2013

Palazzo Chigi suggerisce che entro fine agosto il ministero dell‘Economia troverà anche il secondo miliardo necessario per rinviare al primo gennaio l‘aumento di un punto dell‘aliquota ordinaria Iva, oggi pari al 21%. Il dossier dovrebbe comunque trovare una soluzione definitiva solo con la Legge di stabilità, attesa per metà ottobre.

Il governo si impegna inoltre ad accelerare la liquidazione dei debiti commerciali accumulati dalla Pa, anticipando parte dei 20 miliardi previsti nel 2014 al 2013.

“Se possibile, la quota del 2013 da 20 miliardi di euro potrà raddoppiare anche attraverso le banche”, ha spiegato Brunetta.

L‘ipotesi allo studio del Tesoro consiste soprattutto nel chiedere alle banche di comprare dalle imprese le fatture pendenti con la formula “pro solvendo”.

Infine, Brunetta annuncia “un impegno a far partire in autunno un roadshow con gli investitori nazionali e internazionali per una strategia di attacco al debito attraverso dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico”.

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