16 maggio 2013 / 09:34 / 5 anni fa

PUNTO 6-Lavoro, saranno 7-800 mln le nuove risorse per cig in deroga

* Nuove risorse per 7-800 milioni nel decreto domani al cdm

* Giovannini: per Cig deroga si tratta fino a 1 mld

* Camusso striglia ministro: no annunci, ci consulti

* Ministro risponde che convocherà parti sociali (Aggiunge dettagli)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 16 maggio (Reuters) - Alla vigilia del consiglio dei ministri chiamato, tra l‘altro, a rifinanziare la cassa integrazione in deroga, il ministro Graziano Delrio scopre le carte sulle nuove risorse finora trovate dal governo per finanziare il provvedimento: saranno 7-800 milioni.

Fino a questa mattina c‘era stata incertezza su tale cifra e una riunione è ancora in corso fra i ministri Fabrizio Saccomanni ed Enrico Giovannini per una definizione certa.

Rispondendo al question time in Senato, il neo ministro del Welfare Giovannini aveva detto stamani che il governo rifinanzierà solo la cig in deroga per il “brevissimo termine”, ma che il passo successivo è quello di rivedere il sistema degli ammortizzatori.

Il ministro tuttavia non aveva di quantificato quanto danaro si può rastrellare, e appariva già chiaro che il miliardo e mezzo chiesto dai sindacati è fuori discussione.

A chi chiedeva se il rifinanziamento sarà per circa 1 miliardo, l‘ex presidente Istat questa mattina ha risposto che “su questo sono ancora in corso delle discussioni, lo saprete domani”.

Tale cifra si sommerebbe agli 800 milioni ancora disponibili a bilancio. Incertezza anche sulle coperture dopo che le parti sociali hanno bocciato la proposta del Tesoro di attingere dai fondi per la formazione e per il salario di produttività.

Le risorse fin qui reperite sono comunque inferiori agli 1-1,5 miliardi chiesti dal sindacato per l‘intero 2013.

Intanto, parte in salita il rapporto tra la Cgil e il nuovo ministro. In una lettera pubblicata stamani sul Corriere della Sera, la leader del primo sindacato italiano, Susanna Camusso, lamenta i troppi annunci fatti da Giovannini non accompagnati da un confronto con le parti sociali e critica la scarsa chiarezza su risorse e coperture per ammortizzatori in deroga e pensioni.

“Ipotizzare di trovare solo un terzo, o forse la metà, delle risorse necessarie [per la cassa integrazione in deroga] da altri capitoli delle politiche per il lavoro come la formazione continua e la produttività, non dà maggiori certezze né alle persone né ai lavoratori. Tanto meno alle imprese che data l‘ambiguità degli stanziamenti potrebbero decidere di ricorrere ai licenziamenti”, ha detto Camusso precisando che “non sono note le coperture finanziarie. Non vorremmo che... a rimanere in piedi sia sempre il lavoro”.

DELL‘ARINGA: CALO CUNEO FISCALE DOPO FINE PROCEDURA DEFICIT

Critiche anche per le modifiche annunciate da Giovannini sui contratti a termine della riforma Fornero - con l‘obiettivo di renderli meno costosi per le imprese e ridurne l‘intervallo - e le pensioni.

“Si sceglie di annunciare provvedimenti di manutenzione che in realtà rappresentano interventi sostanziali come la liberalizzazione dei contratti a termine, la staffetta generazionale (salvo poi retrocedere in ragione dei costi), le flessibilità in uscita per le pensioni (ma penalizzandole senza qualificare i diversi lavori) e si trascurano altre priorità immediate” come la scadenza dei fondi di solidarietà.

Sul fronte degli incentivi alle assunzioni, il sottosegretario al Lavoro Carlo dell‘Aringa ha smorzato le aspettative di misure consistenti da parte del governo, parlando di “interventi abbastanza limitati”, almeno nell‘immediato.

“La possibilità di intervenire sul cuneo fiscale penso che sarà rinviata al momento in cui anche rispetto all‘Europa avremo chiarito la nostra posizione per quel che riguarda il programma di rientro del deficit” ha affermato il sottosegretario a margine di un convegno a Milano, spiegando che la discussione su tale punto inizierà già a giugno.

“C‘è anche l‘idea di dire all‘Europa non consideriamo questo programma per i giovani nel calcolo della spesa che poi entra nel calcolo del deficit, teniamolo fuori sacco”, ha concluso.

Sul metodo, la sindacalista chiede retoricamente se “non fosse stato più proficuo convocare le parti sociali e insieme a loro discutere” delle risorse per la cig in deroga ma anche per la mobilità e i contratti di solidarietà.

“Convocherò per un dialogo le parti sociali per cercare di capire quali siano gli interventi, sia a costo zero che costosi, che possono essere più efficaci”, ha replicato Giovannini.

- Hanno collaborato Roberto Landucci Da Roma e Giulio Piovaccari da Milano

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