9 maggio 2013 / 15:24 / 5 anni fa

PUNTO 3-Prysmian, ricavi e margini giù in trim1, titolo cade su guidance

(Aggiunge dettagli da conference call)

MILANO, 9 maggio (Reuters) - Prysmian ha archiviato il primo trimestre con ricavi, margini e utile in calo, fornendo una guidance sull‘Ebitda adjusted 2013 di 600-650 milioni di euro, identica a quella del 2012.

Negativa la reazione del titolo, che da una flessione inferiore a un punto percentuale è arrivato a perdere oltre il 5%, toccando un minimo di 14,82 euro e chiudendo a 14,87 euro (-4,92%).

I ricavi hanno registrato un calo, su base organica, del 7,6%, a 1,711 miliardi di euro.

L‘Ebitda adjusted è sceso dell‘11,6%, a 115 milioni, mentre l‘utile netto è calato del 13%, a 39 milioni.

Il risultato operativo adjusted è arretrato del 15,8%, a 77 milioni.

Prysmian ha alzato il target al 2015 delle sinergie dell‘integrazione di Draka a 175 milioni da 150 milioni. Di conseguenza, la stima dei costi di ristrutturazione, sempre al 2015, è stata portata a 250 milioni da 200 milioni precedenti.

Per le stime di consensus degli analisti e il confronto con il primo trimestre dell‘anno scorso e l‘intero 2012, cliccare su.

RECUPERO IN SECONDA META’ ANNO

Per quanto riguarda la guidance sull‘Ebitda, in una slide della presentazione, pubblicata in vista della conference call con gli analisti, si legge che il mid point (625 milioni) è la proiezione di una prima metà del 2013 in peggioramento rispetto ai 308 milioni di euro del primo semestre 2012, effetto dell‘andamento dei business ciclici, della debolezza del settore telecom e del crollo delle rinnovabili.

L‘istogramma sull‘Ebitda nel secondo semestre è identico a quello dello stesso periodo del 2012 (339 milioni), e proietta una permanente debolezza dei settori ciclici in Europa, un contributo crescente del settore Transmission, un recupero delle tlc, un miglioramento del settore Industrial e maggiori costi legati alle sinergie.

A proposito della guidance sull‘Ebitda 2013, nel corso della conference call di presentazione dei risultati il management è stato più volte sollecitato a spiegare la cautela, anche alla luce dell‘accelerazione delle sinergie.

Innanzitutto, l‘amministratore delegato, Valerio Battista, e il direttore finanziario, Pier Francesco Facchini, hanno precisato che le sinergie sono lorde. Per quest‘anno, ha spiegato Battista, “sono attese sinergie pari a 45 milioni”.

La previsione di un Ebitda a fine anno attorno ai 625 milioni, ha aggiunto Battista, “è basata su mercati ciclici più o meno in linea con l‘attuale trend; è chiaro che se dovessero migliorare ci troveremo nella parte alta della guidance”.

L‘Ad ha sottolineato che la pesante contrazione del settore Telecom (vendite in calo del 48,5% in Nord America nel primo trimestre) nella prima parte dell‘anno non potrà essere recuperata nel secondo semestre, sebbene sia attesa un‘accelerazione, soprattutto in Sud America.

Parlando degli investimenti, Battista ha anticipato che la Capex “verrà ulteriormente ridotta quest‘anno, ma non troppo, qualche milione”.

Sul tema delle sinergie, l‘Ad ha ricordato che sono già stati chiusi sette stabilimenti, aggiungendo che Prysmian vuole agire con cautela su eventuali altre chiusure “per evitare problemi nella catena delle forniture”.

DEBITO SOTTO 900 MILIONI A FINE 2013

L‘indebitamento finanziario netto a fine marzo ammontava a 1,213 miliardi, in miglioramento rispetto agli 1,273 miliardi di un anno prima.

Agli analisti, Facchini ha confermato la previsione formulata in occasione della pubblicazione dei risultati 2012, ovvero “un indebitamento finanziario netto inferiore ai 900 milioni” a fine 2013, senza speficicare di quanto inferiore.

Il Cfo ha spiegato che “il working capital, nell‘intero 2013, salirà di 100-130 milioni rispetto al 2012”.

Facchini, inoltre, ha formulato una stima di tax rate per quest‘anno poco inferiore al 30%.

FOCUS SU SEGMENTI A PIU’ ALTA MARGINALITA’

“L‘aggravarsi della crisi del settore delle costruzioni in Europa, l‘ulteriore contrazione dei consumi energetici, oltre alle incertezze sui piani di stimolo nelle rinnovabili e nel broadband in Nord e Sud America, sono i principali fattori che hanno determinato la diminuzione della domanda di cavi a livello globale”, spiega, nella nota sui conti, Battista.

Prysmian prevede che “la domanda nel business dei cavi a bassa e media tensione per le utilities, dei cavi per le costruzioni e nei prodotti del segmento Industrial più esposti agli andamenti ciclici del mercato si mantenga debole; all‘interno del segmento Industrial, il business dei cavi per la generazione di energia eolica onshore e solare registra una forte contrazione, anche in seguito al mancato rinnovo o all‘incertezza sugli incentivi pubblici”.

Secondo Prysmian “si conferma, invece, l‘andamento positivo della domanda nei business ad alto valore aggiunto della trasmissione di energia e oil&gas offshore oltre ad un graduale miglioramento della domanda per i cavi in fibra ottica destinati ai principali operatori del settore Telecom a partire dalla seconda metà dell‘anno”.

Sulla base del portafoglio ordini in essere, “si prevede un recupero della redditività a partire dal secondo trimestre dell‘anno”.

Prysmian, sottolinea Battista, “ha lanciato un piano di iniziative commerciali finalizzato ad incrementare le vendite nei segmenti più profittevoli dei business industrial e telecom”.

In particolare, il gruppo si attende ricavi addizionali per oltre 200 milioni di euro entro il 2015 dallo sviluppo dei segmenti Specialties & Oem, Oil&Gas ed Elevator del business Industrial. Altri 200 milioni di ricavi addizionali entro il 2015 sono attesi, nel business cavi Telecom, dai segmenti Hybrid 4G cables, Access networks & connectivity, Multi Media Solutions e Opgw (Optical Ground Wire).

In una delle slide della presentazione viene puntualizzato che i maggiori ricavi attesi nel settore Industrial sono pari a circa 240 milioni, mentre nelle Telecom si parla di circa 190 milioni.

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