3 maggio 2013 / 09:18 / 5 anni fa

CORRETTO - Italia, Ue taglia stime ma vede moderata ripresa sem2

(Corregge titolo)

* Stima Pil 2013 a -1,3% da -1%, 2014 a +0,7% da +0,8%

* Stima deficit/Pil 2013 a 2,9% da 2,1, 2014 a 2,5% da 2,1%

* Stima debito/Pil 2013 a 131,4% da 128,1, 2014 a 132,2 da 127,3%

di Giulio Piovaccari

MILANO, 3 maggio (Reuters) - L‘Italia resta in recessione nel 2013 anche se a partire dalla seconda metà di quest‘anno dovrebbero evidenziarsi i primi segnali di stabilizzazione e una moderata ripresa economica, favorita anche dalla recente decisione del governo di rimborsare i debiti arretrati della pubblica amministrazione.

È questa la valutazione della Commissione europea, contenuta nel capitolo dedicato all‘Italia delle stime di primavera, in cui Bruxelles procede inoltre ad un peggioramento delle proprie stime economiche sul paese.

Per l‘anno in corso la Commissione prevede ora una contrazione del Pil pari all‘1,3% contro il -1,0% stimato dalla stessa Commissione lo scorso 22 febbraio. Per il 2014 l‘indicazione è ora di un +0,7%, rispetto al precedente +0,8%.

Nel rapporto la Commissione parla “persistente incertezza e prolungata difficoltà di accesso al credito” come causa del protrarsi della contrazione economica italiana.

“Non ci sono segnali chiari di ripresa nel breve termine, dal momento che la fiducia di consumatori e imprese rimane in territorio negativo, indicando un‘attività economica ancora in contrazione nella prima metà dell‘anno” spiega l‘Ue.

DEFICIT 2013 RESTA SOTTO SOGLIA 3%

La Commissione rivede al rialzo anche le stime di deficit italiano ma - elemento importante - le nuove proiezioni non sfondano comunque il tetto del 3% europeo, soglia oltre il quale potrebbe rendersi necessaria una manovra aggiuntiva da parte del governo.

Bruxelles stima un rapporto deficit/Pil al 2,9% per l‘anno in corso - rispetto al 2,1% indicato in febbraio - in discesa poi al 2,5% l‘anno prossimo (contro il 2,1% della precedente stima.

“La proiezione incorpora la decisione del governo di rimborsare i debiti pregressi della PA, che implica una spesa addizionale che ammonta a circa lo 0,5% del PIl solo quest‘anno” spiega la Commissione, che precisa: “il gettito fiscale dovrebbe crescere più velocemente rispetto al Pil nominale, grazie al previsto aumento dell‘Iva e ad altre imposte indirette, in particolare il bollo sui titoli”.

Ieri l‘Ocse ha invece prospettato per l‘Italia un rapporto deficit/Pil al 3,3% quest‘anno e addirittura in salita al 3,8% nel 2014.

Dopo la presentazione dei numeri dell‘Ocse, ieri, il ministro dell‘Economia Fabrizio Saccomanni ha voluto ribadire che nelle prossime settimane ci potrebbe essere la chiusura da parte della Commissione della procedura per deficit eccessivo dell‘Italia.

In ulteriore ampliamento invece, secondo le stime della Commissione, il debito pubblico italiano. Anche si sconta l‘effetto del pagamento degli arretrati delle PA, che peserà sul rapporto debito/Pil per circa 2,5 punti percentuali complessivi sul biennio 2013-2014.

La previsione è ora per un debito pubblico al 131,4% del Pil nel 2013 e al 132,2% nel 2014; le stime precedenti indicavano invece un 127,8% quest‘anno, seguito poi da un lieve calo al 127,3% il prossimo.

DA RIMBORSO DEBITI PA SOSTEGNO A RIPRESA

Ma Bruxelles, effetti sul deficit a parte, riconosce il valore di stimolo della recente decisione del governo italiano di iniziare a saldare i debiti arretrati della pubblica amministrazione.

“Ci si aspetta che il rimborso dei debiti commerciali della PA sostenga una moderata ripresa a partire dal terzo trimestre del 2013” si legge nel rapporto, che prosegue: “in assenza di rinnovate tensioni sui mercati finanziari e con un miglioramento della fiducia, i consumi privati e gli investimenti dovrebbero stabilizzarsi bella seconda metà del 2013”.

Gli obiettivi fissati dal Def, da lunedì prossimo in discussione a Camera e Senato, indicano una contrazione del Pil italiano dell‘1,3% quest‘anno e un‘espansione dell‘1,3% per il prossimo.

D‘altra parte, nel rapporto sull‘Italia presentato ieri, l‘Ocse prospetta per quest‘anno un calo del Pil dell‘1,5% e dello 0,5% per il prossimo.

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