2 maggio 2013 / 08:05 / 5 anni fa

PUNTO 3-Letta non chiede a Ue rinvio pareggio ma segnali su lavoro

* Letta: summit Ue giugno si concentri su disoccupazione giovanile

* Letta: da Europa occorrono segnali per ripristino fiducia

* Barroso certo che taglio Imu sarà finanziato in modo credibile

* L‘Ocse chiede nuova manovra per garantire deficit/Pil sotto 3% (Aggiunge dichiarazioni Letta, Saccomanni, Von Rompuy)

di Giselda Vagnoni

BRUXELLES/ROMA, 2 maggio (Reuters) - L‘Italia non chiederà a Bruxelles più tempo per raggiungere gli obiettivi di un pareggio di bilancio strutturale perché ha un debito più pesante di altri partner europei come Francia e Spagna ma si aspetta dal summit Ue di giugno segnali forti contro la disoccupazione giovanile.

Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta a Bruxelles in una conferenza stampa con il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso mentre si attende nelle prossime settimane la decisione sulla chiusura della procedura per deficit eccessivo (Edp) aperta contro Roma nel 2009.

“Il programma del governo presentato in Parlamento è concentrato sul mantenimento degli impegni” presi con l‘Unione europea sul bilancio, ha risposto Letta alla domanda se Roma chiederebbe un rinvio del pareggio di bilancio previsto nel 2013 nel caso in cui l‘Edp non venisse archiviata.

“Rispetto ad altri noi abbiamo un grande debito pubblico sulle spalle e dobbiamo sempre ricordarci che questa è la differenza che il passato carica sull‘Italia di oggi”.

Illustrando lunedì il suo programma di governo Letta ha detto che intende rispettare l‘obiettivo di un deficit al 2,9% del Pil quest‘anno perché per l‘Italia è fondamentale uscire dalla procedura e recuperare così “margini di manovra”.

Il neo ministro dell‘Economia ed ex numero due della Banca d‘Italia Fabrizio Saccomanni ha detto oggi che la chiusura dell‘Edp libererebbe, tra l‘altro, 12 miliardi di cofinanziamenti Ue per investimenti produttivi.

Poco dopo l‘intervento di Letta a Bruxelles, l‘Ocse ha pubblicato il rapporto semestrale sull‘Italia dal quale emerge per quest‘anno un deficit/Pil al 3,3% e ha raccomandato una manovra per ottenere così l‘uscita dalla procedura di infrazione.

Per garantire adeguata copertura a tutti i provvedimenti presentati in Parlamento lunedì come “necessari nel breve periodo” il governo dovrebbe fare una manovra di oltre 10 miliardi che sommata ai 4 decimi di punto indicati dall‘Ocse supererebbe i 16 miliardi. [IDI:nL6N0DG41W]

Ma dalla coalizione Pd-Pdl-Scelta civica che sostiene Letta, arrivano forti richieste di riduzione delle tasse sui consumi, sulla casa e sul lavoro e poche idee su dove trovare le risorse per finanziarle.

Rientrato a Roma, Letta non ha risposto alla domanda se il nuovo governo varerà una manovra correttiva sul 2013.

“Non abbiamo parlato di questo”, ha detto in una conferenza stampa con il numero uno dell‘Ocse Angel Gurria.

“Io in Parlamento ho indicato la direzione di marcia in modo che ci sia in prospettiva un calo della pressione fiscale senza che ci sia un rilassamento dei conti pubblici”, se e quanti spazi ci siano per un calo delle tasse “lo vedremo nelle prossime settimane, lo decideremo insieme nella maggioranza”.

BARROSO SI ASPETTA COPERTURE “CREDIBILI”

Il portavoce di Letta ha detto che il governo vuole tenere le carte coperte perché devono ancora arrivare indicazioni dal ministero dell‘Economia.

Per il momento Saccomanni ha chiarito che il limite del 3% è invalicabile quest‘anno e i prossimi e che parlare della necessità di ridiscutere gli obiettivi Ue è controproducente.

“Il riferimento a possibili rinegoziazioni di margini, limiti o sforamenti è allo stato non da prendere in considerazione”, ha detto Saccomanni riferendosi alle richieste avanzate nei giorni scorsi in questo senso da Silvio Berlusconi e dall‘ex responsabile dell‘economia del Pd Stefano Fassina.

“Potrebbe indurre la commissione Ue a dire ‘sospendiamo la procedura di chiusura’, sentiamo le proposte di sforamento”, ha detto ancora Saccomanni in una audizione in Parlamento.

L‘ex direttore generale della Banca d‘Italia ha anche detto che ”le stime Ocse non hanno molta rilevanza“ e che le stime Ue inducono oggi la Commissione a ritenere possibile la chiusura della procedura per deficit eccessivo”.

Barroso si è detto certo che il governo “finanzierà in modo credibile” eventuali revisioni dell‘Imu e dell‘aumento dell‘Iva, annunciate in Parlamento ma non ancora formalizzate.

Il presidente della Commissione Ue ha anche confermato le buone chance di Roma rispetto alla chiusura della procedura di infrazione per deficit eccessivo ma ha anche detto che “molto dipenderà dai piani dell‘Italia”.

“Sono venuto qui a dire proprio questo: voglio che il governo italiano faccia la sua parte con le riforme che dobbiamo fare, la credibilità che la politica deve ritrovare, la serietà di dire poche cose ma di farle”, ha risposto Letta.

“Ma allo stesso tempo l‘Europa deve mostrare comprensione per la fatica sociale che si sta vivendo. Chiederemo che la lotta contro la disoccupazione giovanile sia il messagio più concreto che potrà dare il Consiglio Ue di giugno. Ho detto a Barroso che è importante dare ai cittadini un segnale di speranza a giugno, e non il prossimo anno”.

Nella conferenza stampa a Bruxelles che ha concluso un tour europeo iniziato martedì, Letta ha detto di tornare in Italia “più ottimista, perché ho visto sia a Parigi, sia a Berlino, sia a Bruxelles come ci sia una consapevolezza che ci accomuna”.

“I cittadini europei devono vedere l‘Europa come strumento di risposte positive, non come strumento di risposte negative e i governi devono fare la loro parte”, ha detto Letta.

Nel pomeriggio il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy ha scritto su Twitter: “Al Consiglio europeo di giugno proporrò misure addizionali per un‘azione immediata sulla crescita e il lavoro, specialmente per i giovani”.

- hanno collaborato Roberto Landucci e Giuseppe Fonte

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