23 aprile 2013 / 18:29 / 5 anni fa

Governo, attesa dopo consultazioni Quirinale, Pd si affida a Napolitano

ROMA, 23 aprile (Reuters) - Si è conclusa al Quirinale la giornata di rapide consultazioni volute dal presidente della Repubblica in vista della formazione del nuovo governo.

Il Pdl ha chiesto un esecutivo di larghe intese e il Pd si è affidato alla scelta di Giorgio Napolitano annunciata ieri in Parlamento, pur con qualche mal di pancia interno.

Il capo dello Stato, che deciderà domani sull‘incarico - come ha detto il vice segretario del Pd Enrico Letta al termine dell‘incontro al Colle - ha visto oggi prima i presidenti di Camera e Senato, poi i rappresentanti di tutti i partiti, all‘indomani del discorso di insediamento con cui ieri ha strigliato le forze politiche accusandole di irresponsabilità per non essere riuscite a raggiungere un accordo sul governo in due mesi.

La delegazione del Pd, ultima ad uscire dai colloqui, ha detto di essere disponibile a concorrere al governo che ieri lo stesso Napolitano ha delineato e ha messo l‘accento sulla lotta alla crisi economica e sull‘impegno per il rinnovamento della politica e le riforme costituzionali.

Il Pdl, con Silvio Berlusconi, ha chiesto un governo “forte e duraturo”, che possa prendere “provvedimenti importanti”.

Dai colloqui è emerso invece che sono decisamente contrari a un governo di larghe intese il Movimento 5 stelle e Sel, i quali comunque valuteranno caso per caso i provvedimenti. Roberto Maroni, leader della Lega Nord, ha spiegato di non volere un esecutivo guidato dall‘ex presidente del Consiglio di centrosinistra Giuliano Amato o dal premier uscente Mario Monti, aggiungendo poi che il Carroccio resta all‘opposizione.

Il capo dello Stato, secondo fonti del Quirinale, farà sapere le sue decisioni nella tarda mattinata di domani. Oggi sono circolate ipotesi secondo le quali il nuovo governo giurerà il 25 aprile, data-simbolo perché ricorre l‘anniversario della Liberazione. Entro il fine settimana, poi, è prevedibile che il Parlamento voterà la fiducia al nuovo governo.

L‘IPOTESI RENZI

Dopo che ieri sono circolati i nomi di Amato - che si è schermito però dicendo di non aver ricevuto alcuna telefonata dal Colle - e Letta, tra ieri sera e il primo pomeriggio di oggi ha preso quota la candidatura di Matteo Renzi, il sindaco di Firenze antagonista di Pier Luuigi Bersani nelle primarie del centrosinistra per il cadidato premier.

Ma è stato lo stesso Renzi a chiarire che la sua candidatura “non è mai stata sul tappeto”.

“Ho piena fiducia nel lavoro del presidente della Repubblica”, ha detto l‘esponente Pd lasciando la Direzione del partito, che ha votato a larghissima maggioranza (con 7 contrari e 14 astenuti su 197 partecipanti, dice una nota), un ordine del giorno in cui si assicura “pieno sostegno al tentativo del Presidente della Repubblica di giungere alla formazione del governo mettendo a disposizione la propria forza politica e le personalità utili a questo fine”.

Tra gli astenuti, la presidente dimissionaria del partito Rosy Bindi, che ha chiarito di essere favorevole a un “governo istituzionale” ma non a un esecutivo col Pdl, anche se guidato da un esponente Pd come Letta.

Il partito ha però deciso ufficialmente di non indicare alcun nome al capo dello Stato per la formazione del governo, anche se oggi su Renzi sono arrivati gli apprezzamenti di vari esponenti del centrodestra.

(Alberto Sisto, Massimiliano Di Giorgio)

Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below