6 marzo 2013 / 14:48 / tra 5 anni

Btp, Axa guarderebbe investimento decennale con tassi 5-5,25%-Iggo

* Volatilità corporate high yield circa metà di quella equity

* Fra emergenti preferisce bond societari a titoli di stato

* Investment grade finanziari e corporate periferia

* Governativi soprattutto inflation-linked

MILANO, 6 marzo (Reuters) - AXA Investment Managers potrebbe tornare a valutare l‘investimento in debito italiano se i rendimenti del decennale arrivassero in area 5-5,25%; ma, almeno per il momento, l‘assenza di un governo capace di chiedere la protezione della Banca centrale europea continua a tenere alla larga la casa francese, così come altri investitori esteri.

Ne è convinto il CIO Global Fixed Income Chris Iggo, oggi a Milano per incontrare gli investitori e la stampa.

“La mia preoccupazione è che lo stallo politico sollevi domande sul futuro delle riforme in Italia e questo potrebbe voler dire che gli investitori torneranno a chiedere un premio al rischio maggiore”, ha detto Iggo.

Salvo sorprese, i rendimenti italiani non dovrebbero esplodere, come accaduto nel maggio 2012, ma “nel breve termine, a causa del rischio politico, non sono neppure destinati a scendere”, ha aggiunto.

Oggi il differenziale di rendimento fra decennale italiano e tedesco si è stretto fino a 314 punti base, il livello più basso segnato dopo che lo spoglio delle elezioni del 24-25 febbraio ha certificato l‘impossibilità per qualsiasi forza politica di formare un governo, alimentando i timori di una nuova fase di instabilità per il Paese e l‘intera zona euro. L‘instabilità politica non sembra aver dunque sedato del tutto la fame di rendimenti che il mercato aveva mostrato nella primissima parte dell‘anno.

Per rivedere una consistente partecipazione degli investitori esteri alle aste secondo Iggo l‘Italia dovrà agire sul debito e avviare un processo di riforme strutturali nel contesto di una più ampia ridefinizione della governance europea.

“Per ridurre gli ‘spread’, gli stati Ue devono rinuciare alla politica fiscale e questo richiederà tempi lunghi”, ha sottolineato.

LA “GRANDE ROTAZIONE” NON STA AVVENENDO

A dispetto di chi, a inizio anno, prospettava la “grande rotazione” - uscita dall‘obbligazionario e ingresso nell‘azionario - Iggo continua a giudicare l‘universo investibile del reddito fisso interessante, anche se meno rispetto al 2012.

“Abbiamo un atteggiamento conservativo nei confronti delle obbligazioni... i ritorni saranno più vicini alle medie storiche ma i bond continuano ad essere attraenti per proteggere il capitale”, ha detto. Iggo ha escluso, almeno per quest‘anno, il rischio che le banche centrali chiudano i rubinetti della liquidità, anche perchè “la congiuntura macro non sta migliorando abbastanza rapidamente da modificare la politica monetaria”.

Dove cercare valore allora? I temi restano sostanzialmente quelli del 2012, corporate “high yield” e obbligazionario emergente in testa, oggi cumulativamente al 35% del “Global strategic fund”, il prodotto che meglio sintetizza le idee di investimento di Axa IM.

Se è vero che le emissioni corporate ad alto rendimento non offrono più i ritorni elevati dell‘anno scorso, “la loro valutazione relativa continua ad essere interessante”, spiega Iggo. Tanto più che “la volatilità delle emissioni corporate ad alto rendimento è circa la metà di quella dell‘azionario”.

Sul fronte emergente Iggo privilegia il debito societario a quello sovrano di paesi come il Messico, il Venezuela, l‘Indonesia e la Turchia.

Un altro 35-40% del fondo è investito in emissioni corporate con rating “investment grade”, ma con una preferenza per i finanziari e per i bond societari della periferia europea. Il 10% resta liquido e la parte restante viene dedicata a titoli di stato indicizzati all‘inflazione di entrambe le sponde dell‘Atlantico selezionando, in Europa, la carta francese.

“Penso che nel lungo termine ci sarà inflazione...le banche centrali oggi ci dicono che sono disponibili ad accettare un‘inflazione più alta”, ha detto Iggo. “Con i tassi così bassi mi sembra sensato avere una qualche protezione contro il rialzo dei prezzi”.

(Maria Pia Quaglia)

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