26 febbraio 2013 / 08:33 / 5 anni fa

MARKET VIEW 9 - Voto, la comunità-economico finanziaria dopo risultati finali

(Aggiunge ultimo commento)

MILANO, 26 febbraio (Reuters) - La coalizione di centrosinistra vince per un soffio alla Camera ma al Senato non c‘è maggioranza a causa del sorprendente risultato del Movimento 5 Stelle e per l‘Italia si apre lo spettro di uno stallo istituzionale.

Di seguito i primi commenti da parte di esponenti della comunità economico-finanziaria.

GIACOMO VACIAGO, economista, presidente Ref-Ricerca

”Un accordo tra i partiti che hanno avuto il maggior favore è necessario, oppure a settembre si torna alle urne, ma non ci sarebbe una tendenza diversa. Un governo si farà, i mercati si calmeranno. Ad alcune condizioni però.

Innanzitutto occorre scegliere come capo del governo - che sarà di fatto anche il nostro ministro degli esteri - una persona presentabile, stimata e credibile che possa andare a trattare con Bruxelles, Berlino, Francoforte e Washington: non possiamo permetterci altre brutte figure.

Poi occorre riformare l‘amministrazione pubblica che deve diventare efficace e onesta.

Quanto poi alla politica economica, occorre che si vada a Bruxelles per trovare un terreno comune che possa far ripartire l‘economia per crescere tutti di più: l‘Italia si sta de-industrializzando e invece abbiamo bisogno che le imprese vengano qui a investire invece che altrove”.

MARCO VALLI, UniCredit, economista capo zona euro

”In una situazione come quella che si è delineata dalle urne al paese serve una sorta di ampia coalizione: a nostro parere lo scenario più probabile è che Napolitano dia già nei prossimi giorni mandato a Bersani per formare un esecutivo bi-partisan con l‘obiettivo principale di fare la riforma elettorale prima di tornare al voto.

Ipotesi molto meno probabile quella di tornare alle urne con lo stesso sistema elettorale. Terzo scenario, da non escludere, quello che Bersani trovi l‘appoggio di una coalizione più ampia e abbia spazio di fare riforme anche oltre il sistema elettorale. In questo caso potrebbe esserci un contributo da parte del Movimento 5 Stelle, la vera sorpresa di questo voto che non ha però finora avanzato proposte concrete a livello nazionale”.

FRANCESCO PRIVITERA, analista di Banca Akros

”Lo spread Btp/Bund e i titoli finanziari italiani dovrebbero rappresentare il vero benchmark della reazione dei mercati finanziari oggi. Fino a quando durerà l‘incertezza, un po’ di sollievo potrebbe essere trovato nell‘attivazione del meccanismo per l‘acquisto di titoli di stato da parte della Bce.

L‘influenza del M5s potrebbe essere concreta nei settori dell‘energia (positiva per le energie rinnovabili e per la co-generazione, ma negativa per i vecchi impianti di generazione); delle telecomunicazioni (negativa per la richiesta di nazionalizzare la rete delle tlc); delle autostrade (lo schema delle tariffe potrebbe essere messo in discussione nella parte relativa alla remunerazione degli investimenti); dei mass media (maggiore frammentazione dell‘attuale oligopolio nella tv in chiaro e la richiesta di proprietari indipendenti per le società editoriali)”.

LUCA COMI, head of equity research ICBPI

“La difficoltà di individuare una maggioranza di governo stabile e il successo elettorale del Movimento 5 Stelle, alternativo ai partiti tradizionali, stanno creando tensioni sui mercati obbligazionari. Inevitabili le ripercussioni negative sui titoli del settore finanziario, il cui andamento di mercato negli ultimi 2/3 mesi è stato fortemente correlato (in senso negativo) all‘andamento dei titoli decennali. La duration media del portafoglio in titoli di Stato delle banche italiane è stata mantenuta piuttosto bassa (specie per le operazioni di carry trade impostate dalle banche dopo le LTRO della BCE), ma gli effetti più significativi potrebbero scaricarsi sulle banche con la più alta incidenza dei titoli di Stato italiani sul patrimonio di vigilanza (Banca MPS in primis)”.

BARCLAYS, nota di commento

“L‘instabilità politica prevarrà probabilmente nel breve termine e rallenterà l‘attuazione delle necessarie riforme strutturali a meno che non si formi una grande coalizione tra centrosinistra, centrodestra e centro. Dopo i passi importanti fatti dal governo tecnico uscente per riconquistare la credibilità tra i mercati finanziari e i partner europei, l‘Italia non può rischiare, a nostro parere, di restare intrappolata in una impasse politica troppo a lungo. Se questa condizione durasse e i partiti non fossero in grado di trovare un accordo per una grande coalizione, pensiamo che aumenterebbero le probabilità che l‘Italia chieda una linea di credito precauzionale”.

La banca si aspetta un incremento della pressione sui rendimenti dei Btp nei prossimi giorni, alimentata anche dall‘offerta in arrivo con le aste della settimana, che saranno “un importante test”. Nelle prossime settimane il rendimento del decennale potrebbe spingersi in area 5-5,2% e lì stabilizzarsi.

Barclays ritiene anche probabile che la situazione politica attuale avrà un impatto sui giudizi delle agenzie di rating sul debito italiano.

MARCO STURLESE, gestore fondo lussemburghese Fenice

”Oggi è l‘occasione per vendere Btp Italia e comperare tasso fisso con un rendimento di nuovo prossimo al 4,90%. Il calo a mio avviso verrà riassorbito e se il PD apre alle richieste di M5s - che ha molti punti comuni nel programma - possiamo vedere la stabilizzazione ed anzi una risalita. Ci sarà quindi un‘apertura a Grillo o un governo di larghe intese.

Nel breve c‘è una reazione di pancia sul mercato ma secondo me è anche frutto della discesa Usa che amplifica i timori”.

GIULIO SAPELLI, economista professore Storia Economica Università di Milano

“Il risultato elettorale ci dice una cosa molto semplice: che il bipolarismo è finito. Il movimento 5 Stelle ha dato uno shock al mercato che ci voleva. Ora teniamo i nervi saldi. L‘unica cosa che si può fare ora è che ci sia un accordo tra centrosinistra e centrodestra e che si mettano a lavorare seriamente e velocemente - in massimo due anni - su un programma di minima che contenga riforma elettorale, riforma costituzionale, riduzione dei parlamentari e dei costi della politica e una negoziazione in Europa perchè si vada verso una modifica del fiscal compact (come del resto sta già facendo il parlamento europeo) per dare maggior stimolo all‘economia. Non c‘è altra strada. La reazione dei mercati ora è eccessiva: hanno paura di Grillo, ma Grillo è molto più vicino ai mercati di quanto non appaia e ha persone competenti”.

PIERALBERTO FURNO, Ceo e gestore di Nemesis Asset Management

”L‘effetto sui mercati dell‘esito delle elezioni era prevedibile fin da ieri pomeriggio, quando la borsa si è fatta prendere dall‘euforia perchè i sondaggi suggerivano che il rischio di un ritorno di Berlusconi era scampato. Poi appena le proiezioni hanno mostrato un quadro diverso i mercati si sono subito sgonfiati. Ora c‘è una reazione emotiva ai dubbi sulla governabilità del paese.

In realtà la nostra visione sui mercati, non solo in Italia ma in generale in Europa, è molto cauta fin dall‘anno scorso: a nostro parere sono saliti a livelli non giustificati su promesse politiche poi non realizzate, soluzioni vere al problema del debito europeo non sono state trovate. E infatti il contagio si estende, con i downgrade di Francia e Gran Bretagna: la recessione si estende.

La radice del problema quindi non è sicuramente solo in Italia, ma sfortunatamente dappertutto: anche negli Usa c‘è un problema di debito. Sarà molto doloroso uscirne”.

MARIO SPREAFICO, responsabile investimenti di Schroders private banking in Italia

”Mi sembra una reazione esagerata e molto emotiva, l‘Italia non è la Grecia che si è trovata in una situazione di impasse politica ma con problemi molto più gravi. Quello che è accaduto apre la strada a un governo di coalizione su punti programmatici.

La responsabilità di quello che sta avvenendo in molti paesi dell‘Eurozona e politicamente in Italia è frutto di un orientamento imposto dalla Germania a politiche economiche di rigore senza vie di uscita per la crescita”.

(Hanno collaborato Elisa Anzolin, Gabriella Bruschi, Claudia Cristoferi, Alessia Pé, Maria Pia Quaglia)

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