18 gennaio 2013 / 16:33 / tra 5 anni

PUNTO 2-Ilva, governo convoca riunione urgente su futuro sito

* Clini: garanzia rispetto leggi fondamentale per investimenti esteri

* Vendola: Consulta anticipi decisione su conflitto attribuzioni

* Angeletti: cambiare rotta o ci sarà una catastrofe occupazionale (Aggiunge nota Clini)

ROMA, 18 gennaio (Reuters) - Il governo ha convocato per stasera una riunione urgente che sarà presieduta dal presidente del Consiglio Mario Monti sulla situazione dell‘acciaieria tarantina dell‘Ilva con sindacati, Confindustria e vertici dell‘azienda, mentre prosegue la protesta dei lavoratori preoccupati per il futuro dello stabilimento.

La Fim-Cisl ha proclamato uno sciopero nel sito che ha portato al blocco degli impianti con l‘obiettivo di ottenere risposte dai vertici dell‘azienda.

“In poche ore lo stabilimento è stato paralizzato: fermi gli impianti dell‘acciaieria 1 (dalle ore 01,00 di questa mattina), acciaieria 2 e altoforno 5; a breve si fermerà (per 48 ore) anche l‘altoforno 4”, si legge nel comunicato diffuso oggi dal sindacato.

La Uilm chiede che non si fermi la produzione e che si applichi il cosiddetto “decreto salva Ilva” che consente l‘utilizzo degli impianti e il dissequestro della merce.

Al momento è in corso un contenzioso tra il tribunale di Taranto e il governo sul quale dovrà pronunciarsi la Corte costituzionale. La procura tarantina sostiene che governo e Parlamento, togliendo i sigilli giudiziari agli impianti attraverso un decreto trasformato in legge, abbiano ostacolato l‘esercizio dell‘azione penale interferendo con l‘inchiesta in corso contro i vertici Ilva e la famiglia Riva che ne è proprietaria. La decisione della Consulta è attesa per il 13 febbraio.

Il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, chiede che l‘Avvocatura dello Stato presenti istanza di anticipazione dell‘udienza. “La costituzionalità della legge 231 [salva Ilva]è dirimente nel prosieguo di qualsiasi attività e condiziona in modo evidente sia il futuro dell‘Ilva”, scrive in una nota.

Il decreto - che riguarda in generale le aree strategiche - ha restituito all‘azienda, oltre ai sei impianti dell‘area a caldo sequestrati lo scorso luglio nell‘ambito dell‘inchiesta per disastro ambientale, anche l‘acciaio bloccato a novembre scorso dopo gli arresti di alcuni componenti della famiglia Riva, tra cui il patron Emilio, per un‘inchiesta collegata con l‘ipotesi di reato di corruzione.

Per il ministro dell‘Ambiente Corrado Clini -che il 23 gennaio sarà a Taranto per incontrare le autorità e l‘azienda - è urgente che venga chiarito se in Italia le leggi rappresentano una garanzia per i cittadini e per le imprese o se al contrario sono soggette ad interpretazioni discrezionali. Non è in gioco solo il futuro dell‘Ilva di Taranto ma anche la affidabilità dell‘Italia per chiunque voglia investire nel nostro paese”.

Apocalittico il leader della Uil, Luigi Angeletti, secondo il quale “la situazione dell‘Ilva sta precipitando...Allo stato, le probabilità di una catastrofe occupazionale ed economica stanno crescendo. Speriamo che l‘incontro di stasera, convocato d‘urgenza a Palazzo Chigi, possa porre le premesse per un cambiamento di rotta”.

(Francesca Piscioneri)

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