16 gennaio 2013 / 12:57 / tra 5 anni

PUNTO 2-Intesa allunga scadenze covered bond con emissione a 12 anni

(Aggiorna con dettagli pricing e investitori, cambia titolo)

MILANO/LONDRA, 16 gennaio (Reuters) - Intesa Sanpaolo allunga progressivamente la durata delle proprie emissioni di covered bond, con l‘ultima operazione lanciata questa mattina sulla scadenza a 12 anni, che segue quella decennale di fine novembre e quella a 7 anni dello scorso settembre.

Il covered bond odierno, da 1 miliardo di euro, ha raccolto ordinativi per oltre 3 miliardi di euro alla chiusura dei book, avvenuta già in mattinata. Sarà l‘emissione obbligazionaria garantita a più lunga scadenza in circolazione per la banca milanese.

Il rendimento del titolo - scadenza 24 gennaio 2025 - è stato fissato a 150 punti base sopra il tasso midswap, dopo che la guidance era stata inizialmente indicata in area 160 punti base su midswap, poi abbassata in area 155 pb e successivamente in area 150 pb.

Con un pricing a reoffer 99,418 e cedola al 3,375%, il rendimento finale del bond si attesta al 3,435%.

“L‘operazione è andata benissimo, siamo molto contenti, il rendimento è risultato molto molto tight”, commenta uno dei banchieri coinvolti nell‘operazione.

La scadenza più prossima sulla curva Btp, ovvero marzo 2025 , tratta oggi su piattaforma Tradeweb in area 4,47%, oltre un punto percentuale sopra il tasso del bond Intesa.

“Abbiamo ottenuto quello che volevamo su una scadenza che, non lo dimentichiamo, è molto lunga”, prosegue il banchiere, ricordano che sul mercato italiano un‘emissione a 12 anni non di vedeva da quella di Unicredit del febbraio 2011.

DOMANDA SOPRATUTTO DA ESTERO, ASIA COMPRESA

Sono stati soprattutto di provenienza estera gli ordini giunti oggi per il covered di Intesa Sanpaolo.

Secondo le prime statistiche elaborate da una delle banche collocatrici, il bond è stato allocato per il 46% a investitori tedeschi e austriaci e per il 25% a francesi contro l‘11% di italiani. Da segnalare anche un 3% di investitori asiatici, oltre a un 6% da Gran Bretagna e Irlanda e a un 2% dal Benelux.

Per quel che riguarda la tipologia degli investitori, circa la metà dell‘offerta è stata coperta da fondi di investimento; a seguire assicurazioni (18%), banche (13%) e anche istituti centrali (per un 3%).

Intesa, come Unicredit la settimana scorsa, continua a sfruttare un momento positivo per la carta periferica, grazie al rinnovato appetito che gli investitori stanno mostrando per i rendimenti.

“È stata un‘abbuffata, visto il tipo di risposta e la velocità con cui abbiamo costruito il book questa mattina”, afferma un secondo lead manager, citato dal servizio Ifr di Thomson Reuters. “Il mercato oggi è un po’ più timido e gli investitori stanno diventando un po’ più selettivi. Quindi, dato il contesto, il risultato è stato brillante”.

I lead manager dell‘operazione sono Banca Imi, Credit Agricole, Hsbc, Rbs e UniCredit.

SOLO INTESA E UNICREDIT SU MERCATO COVERED ITALIANO

È stata Unicredit ad inaugurare il 2013 sul fronte delle obbligazioni garantite, con un‘emissione a 7 anni da un miliardo di euro (rendimento a 150 punti base su midswap), capace di attirare una domanda superiore ai 6 miliardi. Il titolo, su piattaforma Tradeweb, ha successivamente stretto in area 137 punti base.

“Gli emittenti stanno cercando di aumentare rendimenti e durate il più possibile per venire incontro alla domanda degli investitori; ha perfettamente senso”, spiega un terzo operatore citato da Ifr, esterno al gruppo di banche che ha gestito l‘operazione odierna.

Il covered di Intesa di novembre, da 1,25 miliardi, scadenza 2022, fu prezzato a 200 punti base sopra midswap mentre quello di settembre, da un miliardo, scadenza 2019, a 245 punti base sopra midswap.

Ma nonostante il recente ritorno delle emissioni, in Italia le obbligazioni garantite restano ancora una questione esclusiva delle due maggiori banche del paese, non essendosi ancora aperti spazi, al momento, per operazioni analoghe da parte di altri istituti.

Unicredit, in agosto, era stata la prima banca italiana a tornare sui covered bond dopo un anno di chiusura del mercato, con un‘emissione da 750 milioni di euro, scadenza gennaio 2018 , poi riaperta in ottobre per ulteriori 250 milioni.

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