21 gennaio 2013 / 16:28 / tra 5 anni

SCHEDA - Le proposte economiche del Movimento 5 Stelle

21 gennaio (Reuters) - La scheda dedicata all‘economia e alla finanza nel programma elettorale del movimento guidato dal comico e polemista Beppe Grillo non supera le quaranta righe, ma le proposte economiche trovano spazio anche sotto altre categorie.

ABOLIZIONE DELLA LEGGE BIAGI SUL LAVORO

Una delle proposte principali riguarda l‘eliminazione della cosiddetta “legge Biagi”, cioè la delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro del 2003, che ha aumentato la flessibilità con l‘obiettivo di incrementare i posti di lavoro, ma che secondo i critici ha incentivato la precarietà e diminuito i diritti dei lavoratori.

L‘M5S propone invece l‘introduzione di un “sussidio di disoccupazione garantito”.

STRETTA SULLA FINANZA

Il programma dei grillini propone abolizioni e divieti di diverse pratiche finanziarie e borsistiche, senza entrare nei dettagli. Si va dall‘abolizione delle cosiddette “scatole cinesi” in Borsa a quella delle cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate, passando per l‘abolizione delle stock option. Vietato anche “l‘acquisto prevalente a debito di una società”.

Il programma chiede, genericamente, di “vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale”

Per evitare fenomeni come quelli dei titoli “tossici”, si propone di “introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite”.

Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate.

RIDUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO

Per ridurre il debito pubblico, che si aggira sui 2.000 miliardi di euro, il M5S propone “il taglio degli sprechi” nella spesa pubblica e “l‘introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l‘accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari”.

Nel programma c‘è anche l‘abolizione delle province e dei rimborsi elettorali e l‘accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti. Prevista anche l‘abolizione delle authority e l‘obbligo di subordinare l‘approvazione di oggi legge “alla effettiva copertura finanziaria”.

ENERGIA “VERDE”

Quella dedicata all‘energia è la parte programmatica più estesa e articolata del programma del M5S.

Il movimento chiede di applicare una legge del 1991 sulla certificazione energetica che consentirebbe di ridurre il consumo di gasolio e metano per il riscaldamento.

Tra gli obiettivi, anche quello di ridurre di almeno il 10% in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici.

Per favorire la ristrutturazione energetica, il programma propone agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative. Ma incentivi dovrebbero andare anche alla cosiddetta “co-generazione diffusa di energia elettrica e calore”, e bisognerebbe consentire il riversamento in rete e la vendita di energia elettrica anche agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW.

Dovrebbero essere incentivati in genere i biocombustibili, le fonti rinnovabili e i biogas da rifiuti.

AZIONARIATO DIFFUSO PER I MEDIA

Il programma dei grillini prevede un solo canale tv pubblico e il divieto di proprietà maggiore del 10% da parte di un singolo soggetto privato per i canali con copertura nazionale. Le frequenze tv andrebbero assegnate ad asta ogni cinque anni.

Stessa regola dovrebbe valere per i quotidiani a diffusione nazionale, mentre per la pubblicità bisognerebbe istituire un tetto massimo del 5% per le società di raccolta che fanno capo a un singolo soggetto privato.

Banche ed enti pubblici non potrebbero detenere azioni delle società editoriali.

La rete telefonica andrebbe invece statalizzata, dice l‘M5S, con “l‘impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico”.

(Massimiliano Di Giorgio)

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