8 ottobre 2012 / 16:38 / 5 anni fa

PUNTO 2 - Legge stabilità, governo a caccia di 6,56 mld per Iva

(Riscrive dopo slittamento Cdm alle 16,30, aggiunge incontri enti locali e parti sociali)

ROMA, 8 ottobre (Reuters) - La seconda fase della spending review e i primi tagli alle agevolazioni fiscali dovrebbero vedere la luce domani, quando alle 16,30 si riunirà a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri sulla Legge di stabilità per il 2013.

Inizialmente Palazzo Chigi aveva convocato la riunione alle 15,00 ma una fonte governativa spiega che il presidente del Consiglio Mario Monti, assieme ai ministri competenti, ha convocato alle 14,00 Regioni ed enti locali e alle 15,00 le parti sociali.

La parte centrale del disegno di legge sarà l‘intervento per bloccare l‘aumento di due punti delle aliquote Iva del 10 e del 21%.

Dopo la manovra d‘urgenza di dicembre, il governo sta cercando di ribilanciare la politica di rigore riducendo la quota di correzione legata all‘aumento delle tasse e rafforzando quella legata al taglio della spesa pubblica.

L‘aumento dell‘imposta sui consumi avrebbe dovuto garantire 3,28 miliardi nel 2012 e 13,12 il prossimo anno. La legge sulla spending review del luglio scorso ha permesso di raccogliere quanto basta per rimandare la stretta da ottobre 2012 a luglio 2013.

Ora servono altri 6,56 miliardi per bloccare definitivamente l‘Iva.

Una parte dovrebbe arrivare dalla riduzione dei contributi alle imprese seguendo gli indirizzi indicati nel Rapporto dell‘economista Francesco Giavazzi. Altre risorse deriveranno dalla soppressione delle agevolazioni fiscali, una fonte di copertura che tuttavia produce sempre un aumento delle entrate.

C‘è poi il capitolo da almeno 3,2 miliardi delle spese indifferibili.

Il grosso andrà alla ricostruzione delle zone terremotate in Emilia Romagna ma nel piatto potrebbero finire anche risorse per finanziare nel 2013 la cassa integrazione in deroga e la detassazione parziale del salario legato alla produttività.

Già così la Legge di stabilità dovrebbe arrivare a movimentare circa 10 miliardi, il tutto a saldi invariati. Il totale arriverà a 18-20 se nel ddl dovesse confluire anche l‘annunciato intervento per dare l‘Imu incassata dallo Stato (8,4 miliardi) ai comuni in cambio di minori trasferimenti.

(Giuseppe Fonte)

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