4 ottobre 2012 / 20:43 / tra 5 anni

PUNTO 1 - Stretta su costi politica enti locali. Monti: cittadini "sgomenti"

* Monti: opinione pubblica è “sgomenta” per scandali

* Tagli a compensi politici delle Regioni

* Incandidabili per 10 anni sindaci di comuni in dissesto (Riscrive con dichiarazioni Monti, nota governo)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 4 ottobre (Reuters) - Controllo preventivo sui bilanci regionali affidato alla Corte dei conti, tagli al numero e alle indennità dei consiglieri, incandidabilità per gli amministratori che hanno portato comuni e province al dissesto finanziario, vincoli di spesa per gli enti in disavanzo finanziario.

Sono queste le misure principali del decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri dopo gli scandali sullo sperpero dei finanziamenti pubblici ai politici locali.

“L‘opinione pubblica è sgomenta rispetto a fatti che minano la fiducia nelle istituzioni, la reputazione del Paese, la credibilità e lo sforzo che tutti stiamo facendo perché il ruolo dell‘Italia venga pienamente riconosciuto”, ha spiegato il presidente del Consiglio, Mario Monti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Un riferimento indiretto al caso più emblematico emerso finora: la vicenda di Franco Fiorito, il consigliere del Pdl in carcere con l‘accusa di perculato perché avrebbe sottratto 1,3 milioni destinati dalla Regione Lazio al suo gruppo.

“Sono sicuro che dopo gli eventi inqualificabili verificatisi nelle ultime settimane, i cittadini sono indignati perché a loro sono chiesti sacrifici mentre il mondo che ruota attorno alla politica sembra esentato”, ha aggiunto il Capo del governo.

TAGLI A COMPENSI DI CONSIGLIERI E ASSESSORI REGIONALI

Il decreto obbliga i gruppi consiliari a rendicontare e pubblicare tutti i dati relativi alle agevolazioni e ai contributi ricevuti. Presidenti di Regioni, presidenti del consiglio regionale, assessori e consiglieri regionali dovranno pubblicare sul sito internet dell‘amministrazione redditi e patrimonio.

I compensi di consiglieri e assessori non potranno eccedere il livello di retribuzione riconosciuto dalla Regione più virtuosa (individuata dalla Conferenza Stato-Regioni entro il termine perentorio del 30 ottobre 2012).

Vietato il cumulo di indennità o emolumenti, comprese le indennità di funzione o di presidenza, in commissioni o organi collegiali derivanti dalle cariche di presidente della Regione, presidente del consiglio regionale, di assessore o di consigliere regionale. La partecipazione alle commissioni permanenti sarà invece gratuita. Per gli altri organi collegiali il gettone di presenza non potrà essere superiore ai 30 euro.

I vitalizi vengono eliminati e l‘applicazione del metodo contributivo per il calcolo della pensione diventa obbligatoria.

I finanziamenti e le agevolazioni in favore dei gruppi consiliari, dei partiti e dei movimenti politici vengono decurtati del 50% e adeguati al livello della Regione più virtuosa. I finanziamenti per i gruppi composti da un solo consigliere sono aboliti.

NUMERO MASSIMO CONSIGLIERI COMPRESO TRA 20 E 80

Il decreto rafforza la prima manovra correttiva del 2011 nella parte che limita a 80 il numero dei consiglieri regionali, in base alla popolazione residente. Il taglio, che ne ridurrà il numero tra 20 e 80, dovrà essere realizzato entro 6 mesi, ad esclusione delle Regioni in cui è prevista una tornata elettorale (per le quali il limite verrà applicato dopo le elezioni).

Per garantire il rispetto delle norme, Palazzo Chigi ha messo a punto un sistema di sanzioni, come l‘accantonamento dell‘80% dei trasferimenti erariali dello Stato (ad eccezione di sanità e trasporto pubblico locale) e del 5% dei trasferimenti per la sanità.

Avvalendosi di Guardia di finanza e Ragioneria generale dello Stato, la Corte dei Conti eserciterà un controllo di legittimità preventivo sugli atti delle Regioni che incidono sulla finanza pubblica.

INCANDIDABILI SINDACI DI COMUNI IN DISSESTO

Le province e i comuni in dissesto finanziario dovranno approvare un “piano di rientro” quinquennale per riequilibrare le finanze locali e potranno aumentare le aliquote e le tariffe dei tributi locali.

La sanzione a carico degli amministratori che hanno contribuito al dissesto con dolo o colpa grave, oltre al pagamento di una multa pari a un minimo di 5 e un massimo di 20 volte la retribuzione, è l‘incandidabilità per dieci anni al ruolo di assessore, revisore dei conti degli enti locali e rappresentante dell‘ente locale presso altri enti e istituzioni. Per i sindaci e i presidenti l‘incandidabilità è estesa alle cariche di sindaco, presidente di provincia, presidente di giunta regionale, membro di consigli comunali o provinciali, del Parlamento italiano ed europeo.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below