31 luglio 2012 / 14:58 / 5 anni fa

SINTESI - Riforma elettorale utile per cittadini e mercati - Monti

* Peggior scenario rissa partiti fino a primavera - Monti

* Schifani - senza accordo possibili ripercussioni su Monti

* Bersani non cerca voto a ottobre ma si tiene pronto

di Roberto Landucci

ROMA, 31 luglio (Reuters) - All‘orizzonte della politica italiana compaiono le elezioni politiche del 2013, ma arrivarci con una nuova legge elettorale e senza risse tra partiti darebbe ai mercati internazionali un motivo di fiducia nel‘Italia post Monti.

E’ questo il messaggio che lancia oggi lo stesso presidente del Consiglio Mario Monti, mentre il Pd di Pierluigi Bersani, uno dei pilastri della sua maggioranza, compie il primo passo della lunga campagna elettorale, presentando ai potenziali alleati, Sel e Udc, un manifesto politico con al centro la difesa dell‘euro e dell‘integrazione economica europea.

Ma i partiti sono ancora nell‘impasse sulla riforma elettorale e mostreranno domani in Senato le proprie carte, per arrivare all‘approvazione della nuova legge possibilmente “prima di dicembre”, come ha auspicato oggi il presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani.

“Lo scenario peggiore, che voglio subito esorcizzare, sarebbero elezioni che si tengono sì alla scadenza naturale, non anticipate, ma arrivandoci senza una riforma della legge elettorale e in un clima, da oggi ad allora, di disordinata rissa tra partiti”, ha detto Monti, prima di iniziare il suo tour europeo tra Parigi, Helsinki e Madrid.

“Ebbene la combinazione di queste due cose darebbe ai cittadini italiani la sensazione, forse fondata, che la politica ha fatto sì grandi sforzi per sostenere in Parlamento questo governo, ma non ha fatto compiti in casa propria, nel senso di riformare se stessa, e i mercati internazionali certamente sarebbero legittimati a nutrire scetticismo su quello che succede dopo questo governo”, ha proseguito il premier.

Se invece i partiti accogliessero presto l‘appello reiterato del presidente della Repubblica e facessero la riforma elettorale, mettendo a fuoco i loro programmi, “questi sarebbero elementi utili per i mercati e per i cittadini italiani”.

BERSANI: CON MONTI FINO AL 2013, MA PRONTI A OGNI EVENIENZA

Il dibattito politico sulla riforma elettorale tra le due ali della maggioranza è stato finora bloccato da dettagli tecnici, ma soprattutto dal retropensiero che il varo di una nuova legge potrebbe far precipitare la legislatura ad elezioni anticipate in autunno: un‘ipotesi che, sondaggi alla mano, appare invisa al Pdl e accarezzata dal Pd.

Bersani oggi ha detto che resterà fedele al governo Monti fino al termine della legislatura nella primavera del 2013, anche se rimane in guardia “pronto ad ogni evenienza”.

“Noi guardiamo alla conclusione naturale della legislatura e vogliamo avviare una alternativa non a Monti, ma alle destre che hanno esposto l‘Italia alla crisi”, ha detto il segretario del Pd, escludendo qualsiasi ipotesi di “grande coalizione” per il futuro governo.

Ma, ha al tempo stesso avvertito Bersani, “il Pd è pronto ad ogni evenienza e ci vogliamo dare il nostro passo e tenere il nostro passo”.

Diversi esponenti del Pd si sono detti disposti ad andare ad elezioni anticipate anche con questa legge, se il Pdl cercasse ancora di far approvare dal Parlamento dei provvedimenti con i voti della Lega Nord, rinsaldando la vecchia maggioranza, come è accaduto la settimana scorsa al Senato sulla riforma della Costituzione.

Per fermare evocazioni di elezioni anticipate è intervenuto ieri il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in una nota ha ricordato come solo il Quirinale abbia il potere costituzionale di interrompere una legislatura.

Anche il presidente del Senato Schifani ha spinto oggi i partiti a trovare un accordo sulla legge elettorale, “altrimenti ci potrebbero essere ripercussioni per il governo Monti”.

E’ il momento di trovare una mediazione all‘interno della maggioranza, ha detto Schifani ai giornalisti. ”Ho suggerito che domani nel comitato ristretto (alla commissione Affari costituzionali del Senato) si arrivi con un testo base. Poi partirebbe l‘iter di approvazione parlamentare da concludere “prima di dicembre”, appena in tempo utile per le elezioni di primavera.

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