16 luglio 2012 / 13:38 / tra 5 anni

Italia, uscita esteri da Btp pesa su banche nazionali - Fmi

MILANO, 16 luglio (Reuters) - L‘uscita degli investitori stranieri dai debiti sovrani di Italia e Spagna ha reso tali Paesi più dipendenti dal contributo delle banche nazionali, che d‘altra parte devono ricorrere in misura maggiore ai finanziamenti della Banca centrale europea, perché sostanzialmente escluse dal mercato del funding.

E’ questo uno degli elementi che ha portato il Fondo Monetario internazionale a ritenere che i rischi d‘instabilità finanziaria siano aumentati negli ultimi mesi.

Nell‘aggiornamento al Global financial stability report (Gfsr) rispetto al documento pubblicato ad aprile, l‘organismo di Washington nota come le decisioni prese dal summit europeo di fine giugno - tra cui la possibilità di ricapitalizzazione diretta delle banche e l‘acquisto di titoli sovrani da parte del fondo salvastati Esm - possano rompere, se attuate in toto, i legami negativi tra bond sovrani e banche.

Tuttavia il sollievo di breve durata prodotto sui rendimenti dei titoli sovrani di Italia e Spagna dalle scelte del summit dimostra come i mercati siano concentrati sui rischi di attuazione di tali misure e sulla necessità dei Paesi europei di muoversi verso una più ampia condivisione dei rischi.

Per questo “un‘implementazione tempestiva e ulteriori progressi verso l‘unione fiscale e bancaria devono essere una priorità”, auspica José Vinals, responsabile del Dipartimento Mercati monetari e dei capitali del Fmi che redige il Gfsr.

Sono però necessari anche altri sforzi per stabilizzare la zona euro, in primo luogo il “rafforzamento dei bilanci della banche strutturalmente sane, attraverso la ricapitalizzazione e la ristrutturazione”, in alcuni casi tramite iniezioni dirette di capitale azionario tramite l‘Esm.

A seguire, l‘Fmi suggerisce il proseguimento dell‘azione di consolidamento dei bilanci pubblici, l‘attuazione delle riforme strutturali da parte dei governi e il mantenimento di una politica espansiva da parte della Bce.

Da ultimo, dovrebbero, secondo il Fmi, essere prese in considerazione delle azioni a livello europeo per “stabilizzare le condizioni di finanziamento nei mercati del debito sovrano, come la riattivazione del Securities market programme”, ovvero il programma di acquisto di titoli sul mercato secondario della Bce.

PRESSIONI SU FUNDING

L‘effetto benefico della duplice iniezione di liquidità a lungo termine della Banca centrale europea, che nella prima parte dell‘anno aveva contribuito ad allentare la pressione su Spagna e Italia, è sostanzialmente svanito a maggio e giugno, nota il Fmi.

Complici la combinazione dei timori di un rallentamento della crescita globale, di un‘uscita della Grecia dall‘euro e della tenuta del sistema bancario spagnolo le tensioni dei mercati si sono riportate, “e in alcuni casi hanno sorpassato i livelli visti durante i momenti peggiori del novembre dell‘anno scorso”, evidenzia il Fondo.

“L‘uscita di capitali privati ha continuato a erodere la base degli investitori stranieri dei titoli pubblici di Paesi come la Spagna e l‘Italia”, si legge nel rapporto.

“I governi hanno aumentato la loro dipendenza dalle banche nazionali. Allo stesso tempo, queste banche hanno dovuto fare un ricorso crescente alla Bce per rispondere alle loro esigenze di liquidità, dal momento che i mercati l‘accesso ai mercati del funding resta loro precluso”, evidenzia Vinals.

Le pressioni sul funding sovrano e bancario si sono riversate sulle imprese dei paesi della periferia dell‘area euro. Queste ultime “hanno visto un rialzo generale dei costi di finanziamneto e un crollo dei prestiti bancari. Stanno anche affrontando un ampio ammontare di scadenze titoli nel breve termine, che inasprirà probabilmente la compressione del loro funding”, spiega il funzionario del Fmi.

(Elvira Pollina)

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