5 luglio 2012 / 13:08 / tra 5 anni

PUNTO 3-Calma-spread, Italia serena su rispetto conclusioni Consiglio Ue

* Monti: decisioni leader Ue non cambiano il giorno dopo

* Terzi non vede problemi da Olanda e Finlandia

* Rehn: decisione su scudo all‘unanimità a meno di emergenze

* Helsinki ribadisce no ad acquisti bond su secondario di Esm (Riscrive dopo dichiarazioni Monti alla Camera)

di Giselda Vagnoni

ROMA, 5 luglio (Reuters) - Le insofferenze mostrate da Olanda e Finlandia nei confronti del nascente meccanismo di stabilizzazione degli spread sui bond della zona euro non bloccheranno la formalizzazione dell‘intesa raggiunta la settimana scorsa dai leader europei a Bruxelles.

Lo ha detto nel pomeriggio alla Camera Mario Monti che ieri ha incontrato a Roma la cancelliera tedesca Angela Merkel, primo finanziatore della zona euro.

“Si è detto molto sul fatto che restano delle incertezze” sull‘applicazione dell‘accordo, ha detto l‘ex commissario europeo.

“Possiamo essere sereni : le decisioni del Consiglio Ue non cambiano il giorno dopo o dopo 3 giorni, non sono qualcosa che rischia di arrivare al porto come uno scheletro”, Ha aggiunto Monti.

In mattinata era stato il ministro degli Esteri Giulio Terzi a sottolineare il clima “di grande sintonia” e “l‘atmosfera molto positiva dell‘incontro” di ieri dopo le tensioni del summit tra Italia e Spagna da una parte e i paesi nordici dall‘altra.

“Non credo che le posizioni critiche di Finlandia e Olanda siano un problema per la ratificazione dell‘accordo”, aveva aggiunto il capo della Farnesina a Radio Anch‘io di Rai 1.

I leader europei hanno deciso venerdì scorso di permettere al fondo di salvataggio europeo Esm di acquistare con efficienza e velocità titoli di Stato di Paesi della zona euro ‘virtuosi’ sul mercato primario e su quello secondario per evitare differenziai di rendimento eccessivi.

La decisione, salutata come una vittoria di Monti in Italia, è stata molto criticata in Germania, dove prevale l‘idea che qualsiasi forma di aiuto agli Stati in difficoltà allenti la pressione al consolidamento dei conti.

Per rassicurare i partner sulla determinazione del Paese a perseguire il percorso di risamento promesso, il presidente del Consiglio ha sollecitato il Parlamento a ratificare “entro il mese” i provvedimenti che recepiscono il nuovo patto di stabilità e crescita e l‘istituzione del fondo Esm.

I dettagli dell‘accordo Ue sullo scudo calma-spread non sono ancora noti, ma Finlandia e Olanda, nei giorni scorsi, si sono già espresse contro e Monti non ha escluso che per superare le opposizioni dei due paesi i ministri delle Finanze della zona euro, ai quali spetta il compito di formalizzare l‘accordo, debbano riunirsi oltre che il 9 anche il 20 luglio.

LE MODALITA’ DI ACCESSO ALLO SCUDO

I dubbi sull‘attuazione pratica dell‘intesa hanno fatto risalire gli spread sui mercati obbligazionari di Italia e Spagna.

Uno dei nodi riguarda le modalità di attivazione del nuovo strumento di stabilizzazione dei mercati.

Monti ha ottenuto nella lunga notte di Bruxelles che il Paese beneficiato dal meccanismo di stabilizzazione non debba essere monitorato dalla troika Commissione Ue-Bce-Fmi ma restano confermati i controlli sul rispetto delle raccomandazioni Ue per accedere agli aiuti come ha voluto sottolineare la Merkel. Linea sostenuta anche dal presidente della Bce Mario Draghi che ha parlato di “stretta condizionalità”.

“Perché lo scudo possa entrare in funzione ci vorrà la richiesta da parte dello Stato interessato, poi un‘analisi e una raccomandazione da parte della Banca centrale europea e altre condizioni ancora”, ha spiegato il commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn in un‘intervista pubblicata oggi sul Corriere.

Alla domanda se Italia e Spagna potranno sicuramente contare su questo intervento in caso di bisogno, Rehn ripete: “Dipenderà dalle analisi e dalle raccomandazioni della Bce e dalle altre condizioni”.

La decisione sullo scudo, ha aggiunto il commissario, “dipenderà da tutti i paesi dell‘eurozona, all‘unanimità. A meno che una particolare emergenza metta in pericolo la stabilità dell‘eurozona: in quel caso, si decide a maggioranza”.

Intanto Helsinki ribadisce le proprie perplessità.

“L‘European stability mechanism permette operazioni di mercato secondario, ma non lo consideriamo saggio e, di conseguenza, abbiamo detto in diverse occasioni che queste operazioni di mercato secondario non dovrebbero essere utilizzate”, ha detto ancora stamane Jutta Urpilainen, ministro delle Finanze finlandese.

“Siamo costruttivi e vogliamo risolvere la crisi europea perchè è nell‘interesse dei contribuenti, dei lavoratori e dei pensionati finlandesi. Ma ci sono condizioni rigide e penso sia giusto dal momento che stiamo cercando di proteggere i contribuenti finlandesi dai rischi”.

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