4 luglio 2012 / 17:44 / 5 anni fa

PUNTO 1-Italia non ha bisogno di aiuti per finanziare disavanzo-Monti

* Monti incontra Merkel dopo scontro a Consiglio Ue

* Merkel spiega che sacrifici chiesti a tedeschi hanno funzionato

* Cancelliera dice “che con Mario ha sempre trovato una intesa” (Accorpa pezzi, aggiunge altre dichiarazioni, contesto)

di Giselda Vagnoni e Roberto Landucci

ROMA, 4 luglio (Reuters) - L‘Italia non fa domanda per utilizzare il meccanismo europeo calma-spread dal momento che non ha bisogno di sostegno per finanziare il suo disavanzo, ma si è battuta anche contro la Germania perchè il Consiglio Ue lo approvasse per evitare che tassi troppo alti scoraggino politiche di rigore e riforme.

Questa la risposta di Mario Monti al termine dell‘incontro con la Cancelliera tedesca Angela Merkel alla domanda di un giornalista tedesco sul perchè Roma non intenda ricorrere allo strumento che ha così tanto voluto da minacciare di bloccare i lavori del summit di Bruxelles della scorsa settimana.

Alle 4 del mattino di venerdì i leader europei hanno deciso di permettere ai fondi salva-Stati di agire sul mercato secondario per stabilizzare i tassi dei titoli dei Paesi in linea con le regole europee di bilancio.

La decisione, vista come una vittoria di Monti in Italia, è stata molto criticata in Germania dove prevale l‘idea che qualsiasi forma di aiuto agli Stati in difficoltà allenti la pressione al consolidamento dei conti.

I dettagli dell‘accordo non sono ancora noti, ma Finlandia e Olanda si sono già espresse contro e ieri Monti non ha escluso che per superare le opposizioni dei due paesi nordici i ministri delle Finanze debbano riunirsi oltre al 9 anche il 20 luglio.

Oggi l‘ex commissario Ue ha ricordato che la decisione è stata presa dal Consiglio “all‘unanimità”.

Poi ha spiegato che Roma “non ha bisogno di sostegno per far fronte al finanziamento del suo disavanzo” perché, secondo la Commissione Ue, chiuderà il 2012 con un deficit in calo a circa il 2% del Pil e il 2013 con un avanzo strutturale.

E’ forte convizione del governo italiano, tuttavia, che sia “nell‘interesse dell‘intera zona euro rafforzare la capacità di intervento” per calmierare lo spread “per evitare che livelli molto alti del tasso di interesse scoraggino i Paesi dal perseguire in modo risoluto le politiche economiche intraprese”.

La conferenza stampa congiunta non ha svelato nuovi dettagli dell‘intesa ma è servita ai due leader per allentare le tensioni accumulate nella notte di Bruxelles.

“Ho confermato alla cancelliera la determinazione che già conosce con cui il governo italiano intende proseguire sulla strada del contenimento di bilancio, della disciplina fiscale e delle riforme strutturali in una prospettiva di crescita”, ha detto Monti aggiungendo di trovare un “piacere sempre più frequente” nell‘incontrare la collega di Berlino.

“L‘Unione europea ha bisogno di un ulteriore impulso e credo che i nostri due Paesi siano tra quelli più disposti ad andare verso una condivisione di sovranità”, ha proseguito.

MERKEL - DDR FALLITA PER INEFFICIENZA ECONOMIA

La cancelliera ha lodato lo splendore di Villa Madama, sede dell‘incontro bilaterale, e poi ha sottolineato come sia “sempre riuscita a trovare una intesa con Mario”.

I due leader hanno avuto anche l‘occasione per spiegare le ragioni che sostengono la stretta sul sistema previdenziale e sul mercato del lavoro di cui si sono fatti sostenitori nei rispettivi Paesi.

“Quando sono diventata cancelliera la Germania aveva 5 milioni di disoccupati...abbiamo aumentato l‘età di pensionamento a 67 anni e cancellato la possibilità di andare in prepensionamento. Molta gente ancora non ha capito, ma noi siamo convinti che sia stata la cosa giusta per i nostri figli e per i figli dei nostri figli”, ha detto la Merkel, nata nella ex Repubblica democratica tedesca.

“La Ddr ha fallito per l‘inefficienza economica. Solo la capacità di vendere prodotti a qualcuno garantisce il lavoro. Lo Stato non può dare un posto di lavoro a tutti, se no le tasse vanno alle stelle. Questo è ciò in cui credo”.

Germania e Italia lavoreranno in stretto contatto per esaminare le best practise europee sul mercato del lavoro.

La riforma italiana ha cercato di introdurre maggiore flessibilità sia in entrata che in uscita, ha detto Monti e “se non ha avuto buona stampa è perchè i datori di lavoro hanno assunto come atteggiamento il desiderio di stravincere” e i sindacati il “conservatorismo”, così la riforma è stata “svilita da entrambe le categorie” dei partecipanti.

Inoltre, “per la prima volta i pubblici poteri, governo e parlamento, hanno ritenuto responsabilmente di dover fare questa riforma nel pubblico interesse e non hanno lasciato fabbricare la riforma quasi esclusivamente dalle parti sociali”.

Entro il fine settimana Monti si prepara a superare un nuovo difficile ostacolo: la riduzione della spesa pubblica.

“Scopo essenziale del nostro governo era evitare che l‘Italia si trovasse in una situazione simile a quella della Grecia e impensierisse ancora più la Cancelliera Merkel. Non ha avuto molta scelta e ha fatto una manovra basata sulle tasse”, ha detto Monti.

“Trattenuta l‘Italia dal precipizio è arrivato il momento di intervenire in modo più convincente sulla spesa pubblica, ma non con tagli lineari, tranchant, e prima della fine della settimana prenderemo le nostre decisioni...perchè non siamo convinti che riducendo la spesa pubblica improduttiva si riduce la possibilità di lavoro dei giovani, al contrario”.

- ha contribuito Giuseppe Fonte

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