5 luglio 2012 / 17:04 / tra 5 anni

SCHEDA - Spending review, il decreto all'esame del governo

ROMA, 5 luglio (Reuters) - Mobilità obbligatoria per i dipendenti pubblici in esubero, soppressione di numerosi enti pubblici, nullità dei contratti di acquisto che non passano per la Consip, nuovi massicci tagli a regioni ed enti locali ma senza accorpamento delle Province, e stretta sulla spesa sanitaria e farmaceutica.

Sono questi i principali interventi contenuti nel decreto legge sulla spending review, con il quale il governo vuole rinviare a luglio 2013 da ottobre 2012 l‘aumento dell‘Iva.

Ecco una sintesi delle misure in base alle ultime bozze in possesso di Reuters:

AUMENTO IVA DA LUGLIO 2013

Il decreto prevede che le aliquote Iva del 10 e del 21% salgano di due punti percentuali al 12 e al 23% dal “primo luglio 2013 fino al 31 dicembre 2013”. Dal primo gennaio 2014 le aliquote si ridurranno di un punto percentuale all‘11 e al 22%.

La legge attuale prevede invece che le aliquote salgano dal mese di ottobre 2012 al 12 e al 23% per poi aumentare di un ulteriore mezzo punto percentuale dal primo gennaio 2014.

In più, il governo ipotizza di eliminare totalmente l‘incremento dell‘Iva utilizzando la Legge di stabilità del 2013, la nuova Finanziaria, che deve essere presentata in Parlamento entro metà ottobre 2012.

Le risorse necessarie dovranno derivare da nuovi tagli alla spesa pubblica e dall‘eliminazione di parte delle numerose agevolazioni fiscali oggi esistenti.

GARANTITI GLI ULTERIORI 55.000 ESODATI

Il decreto tutela gli ulteriori 55.000 lavoratori cosiddetti esodati che si vanno ad aggiungere ai 65.000 già garantiti dal governo.

Gli esodati sono coloro che, dietro indennizzi e incentivi delle aziende, hanno accettato di licenziarsi senza poi poter accedere alla pensione a causa della nuova riforma previdenziale di dicembre, che ha alzato i requisiti anagrafici e contributivi.

L‘intervento del governo consente a queste persone di ritirarsi dal lavoro sostanzialmente con il vecchio regime.

Il decreto garantisce coloro che si trovano in regime di cassa integrazione, mobilità o pagano contributi volontari purché maturino i vecchi requisiti per la pensione entro il 2014.

Sono comprese anche 1.600 persone che avevano stipulato accordi per l‘accesso ai fondi di solidarietà di settore “e ferma restando la permanenza nel fondo fino al sessantaduesimo anno di età”.

IN 2013 2,3 MLD A FINANZIAMENTO SPESE INDIFFERIBILI

Una quota non marginale dei risparmi attesi dalla spending review serve nel 2013 a finanziare spese non iscritte a bilancio ma ritenute dal governo “indifferibili”.

Al sostegno degli autostrasportatori e al cinque per mille vanno 400 milioni ciascuno.

Il governo destina 200 milioni al finanziamento delle scuole non statali e 10 milioni alle Università private.

Altri 90 milioni vanno ad incrementare la dotazione del fondo per la concessione dei prestiti d‘onore e l‘erogazione delle borse di studio.

Per garantire la gratuità dei libri scolastici alle famiglie meno abbienti il governo stanzia 103 milioni a decorrere dal 2013.

Le missioni militari all‘estero si vedono riconoscere un fondo di 1 miliardo, 72,8 vanno alla manutenzione delle strade.

TAGLIO DEL 10% PER I DIPENDENTI PUBBLICI

Le bozze confermano il taglio del 20% dei dirigenti e del 10% del personale occupato nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, delle agenzie, degli enti pubblici non economici e degli enti di ricerca.

Il taglio della pianta organica sarà disposto attraverso decreti della presidenza del Consiglio.

I dipendenti in esubero sarannno messi in disponibilità (la cassa integrazione degli statali) per 24 mesi con l‘80% dello stipendio. I mesi di mobilità potranno salire a 48 laddove il personale maturi “entro il predetto arco temporale i requisiti per il trattamento pensionistico”.

Per favorire la riduzione del personale le bozze prevede una deroga alla riforma previdenziale del ministro Elsa Fornero, garantendo l‘assegno pensionistico a chi, in base ai vecchi requisiti, avrebbe maturato il diritto a ritirarsi dal lavoro entro il 31 dicembre 2014.

LA STRETTA DI BONDI SULLA SPESA CORRENTE

Il decreto prevede la riduzione delle spese di funzionamento sul bilancio di Palazzo Chigi con un risparmio di 5 milioni per il 2012 e 10 milioni dal 2013.

I contratti stipulati in violazione dell‘obbligo di approvvigionarsi attraverso la Consip saranno nulli e costituiranno illecito disciplinare oltre che causa di responsabilità amministrativa.

Dal 2013 gli uffici pubblici non potranno spendere più del 50% della spesa sostenuta nel 2011 per l‘acquisto o il noleggio di auto.

Il governo si avvia a bloccare fino al 2014 gli adeguamenti Istat sui canoni pagati dalle amministrazioni pubblici per gli immobili in affitto.

I canoni vengono anche ridotti del 15% garantendo comunque al locatore il diritto di recesso alla scadenza del contratto.

I consigli di amministrazione delle società non quotate a totale partecipazione pubblica, diretta ed indiretta, che forniscono prevalentemente servizi a favore delle pubbliche amministrazioni, dovranno comporsi di non più di tre membri. La stretta non si applica alle società “che erogano servizi in favore dei cittadini”.

Saranno liquidate o messe in vendita le società in house che svolgono servizi nei confronti della sola pubblica amministrazione.

Dalla data di entrata in vigore del decreto scatterà il divieto di inserire clausole arbitrali nei contratti di servizio tra società a totale partecipazione pubblica, diretta o indiretta, e amministrazioni statali.

ENTI SOPPRESSI

Il decreto sopprime numerosi enti pubblici. Tra gli altri spariscono l‘Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, l‘Istituto nazionale di ricerca matrologica, la Stazione zoologica Anton Dohrn, l‘Istituto italiano di studi germanici e l‘Istituto nazionale di matematica.

Via anche l‘Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, l‘Istituto nazionale di astrofisica e il Museo storico della fisica.

SALTA RIDUZIONE NUMERO PROVINCE

Stando alle nuove bozze in circolazione sembra sia saltata la riduzione delle province, che il governo avrebbe dovuto accorpare sulla base di tre criteri: dimensione territoriale, numero di abitanti e numero di comuni presente in ciascuna provincia.

Resta l‘associazione obbligatoria dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti.

I TAGLI AGLI ENTI LOCALI: 2,2 MLD IN 2012, 5 IN 2013

La spending review prevede tagli a Regioni ed enti locali per 2,2 miliardi nel 2012, 5 miliardi nel 2013 e 5,5 miliardi dal 2014.

Il conto più salato lo pagano le Regioni, con una stretta ai trasferimenti di 1,2 miliardi nel 2012, 2 miliardi nel 2013 e 2,5 miliardi nel 2014.

Attraverso una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio i comuni dovranno rinunciare a 500 milioni quest‘anno e a 2 miliardi a decorrere dal 2013.

Il contributo delle province è di 500 milioni nel 2012 e di 1 miliardo dal 2013.

I TAGLI ALLA SANITA’

Il governo si avvia a tagliare il fondo sanitario nazionale di un 1 miliardo nel 2012 e di 2 miliardi dal 2013.

Le regioni dovranno adottare, entro il 30 novembre 2012, provvedimenti di riduzione dei posti letto ospedalieri “ad un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie”.

Le industrie farmaceutiche si vedranno aumentare lo sconto a favore del sistema sanitario nazionale al 6,5% nel 2012 dall‘1,83%. Sale in via permanente al 3,65% dall‘1,82% lo sconto dovuto dalle farmacie convenzionate.

L‘onere massimo a carico del servizio sanitario nazionale per l‘assistenza farmaceutica territoriale si riduce al 13,1% (-0,1%) nel 2012 e all‘11,5% dal 2013.

Sempre dal 2013, viene posta a carico delle aziende farmaceutiche una quota pari al 50% dell‘eventuale superamento del tetto di spesa a livello nazionale.

(Giuseppe Fonte)

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