3 luglio 2012 / 09:30 / tra 5 anni

PUNTO 5-Bond Generali 30 anni sarà da 750 mln, rendimento 10,125%

(aggiorna con pricing alla pari e nota)

di Gabriella Bruschi

MILANO, 3 luglio (Reuters) - Il bond subordinato Generali della durata di 30 anni, Tier2, callable dopo 10, è stato emesso per 750 milioni di euro, lo stesso ammontare del bond scadenza 2022 che Generali si appresta a richiamare il prossimo 20 luglio.

Il bond è stato prezzato alla pari per offrire un rendimento del 10,125%, la parte bassa del range ipotizzato di 10,125%- 10,375%, con un‘ipotesi centrale di ‘area 10,25%'.

Gli ordini sono ammontati a circa 1,7 miliardi provenienti da circa 200 account, dicono a Reuters fonti vicine all‘operazione. Una nota di Generali conferma il forte interesse per riscontrato, segnalando che le domanda registrata è stata più che doppia rispetto all‘offerta.

“E’ stata una buona emissione, con investitori - fondi ed asset manager - un po’ da tutta Europa”, dicono le fonti.

Gli investitori “hanno gradito il buon livello di rendimento”, aggiungono paragonandolo al rendimento dei recenti bond simili di Axa e Suisse Re, rispettivamente del 9% e del 6,3/4%. Non ci sono bond di Generali che possono essere paragonati, se non un subordinato Tier1 5,217% 2049 con una call nel 2016, che quota un rendimento alla call del 14%.

Generali, che studiava da tempo un nuovo bond , ieri aveva sondato il terreno tra gli investitori per sciogliere il dilemma tra l‘esercizio della call sul vecchio bond e quindi rimborso e rifinanziamento con una nuova emissione, e il non esercizio della call del vecchio titolo, con relativa variazione della cedola. Quest‘ultima sarebbe diventata a tasso variabile, indicizzata al tasso euribor a 6 mesi più 200 punti base, il che significa, al tasso euribor di oggi, una cedola attorno al 3%.

La decisione di emettere un nuovo bond risulta dunque molto più costoso in termini economici per l‘emittente, ma più solidale con la ‘buona pratica’ di mercato.

“L‘emittente ha preferito mantenere un buon rapporto con il mercato ed esercitare la call, anche se economicamente molto meno vantaggioso”, dice a Reuters uno dei lead manager dell‘operazione.

Negli ultimi mesi - nel settore bancario - molte emittenti proprio per ragioni economiche hanno preferito non esercitare la call e quindi non rimborsare il bond.

“In sostanza tutte le banche di secondo livello lo hanno fatto: solo Intesa SanPaolo e Unicredit hanno esercitato la call, in situazioni di mercato anche peggiori di quella attuale”, dice il dealer del mercato primario. “Non esercitare la call non è una cosa che fa bene al mercato, occorrerà vedere quando queste banche torneranno a finanziarsi, prima o poi, come si comporteranno gli investitori”.

Tra i ‘financial’, “il discorso per gli assicurativi è un po’ diverso rispetto ai bancari, meno pressati con Solvency2 rispetto a Basilea3”. In Italia è stata Unipol a non voler richiamare il bond, mentre le altre assicurazioni europee lo hanno fatto.

Generali ha rating ‘A1’ da Moody‘s, ‘A’ da S&P’s e ‘BBB+ da Fitch.

Il nuovo bond, in quanto subordinato, avrà un rating inferiore: il rating ipotizzato sarebbe rispettivamente ‘A3’, ‘BBB+’ e ‘BBB-'.

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