26 giugno 2012 / 16:14 / tra 5 anni

SINTESI - Crisi, Parlamento verso sostegno a Monti prima di vertice Ue

* Berlusconi: obiettivi Italia a vertice Ue “indeterminati”

* Letta (Pd) chiede a Monti di considerare arma del veto

* Camera voterà domani mozioni su Europa

di Roberto Landucci

ROMA, 26 giugno (Reuters) - Il Pdl con Silvio Berlusconi parla di “indeterminatezza” degli obiettivi italiani all‘imminente vertice Ue, il Pd chiede a Mario Monti di minacciare il veto se le conclusioni del summit non saranno all‘altezza delle aspettative ma, sia pure con i distinguo tattici della politica parlamentare, la maggioranza sosterrà il premier in partenza per Bruxelles.

Domani, infatti, alla vigilia del Consiglio europeo da cui si aspettano misure per la crescita e per favorire la stabilità della moneta unica, Pdl, Pd e centristi di Udc e Fli voteranno le rispettive mozioni di indirizzo a Monti in vista del summit del 28 e 29 giugno - che potrebbero ridursi ad una se il Popolo della libertà rinuncerà a mettere ai voti il suo testo.

Monti ha fatto oggi a pranzo una ricognizione sui temi europei con la troika del Pdl, il segretario Angelino Alfano, Silvio Berlusconi e Gianni Letta, prima che nel pomeriggio iniziasse il dibattito alla Camera sulle mozioni. In serata vedrà il segretario del Pd Pierluigi Bersani e poi il leader dell‘Udc Pierferdinando Casini.

Se i capi della maggioranza discutono con il premier in privato, in scena a Montecitorio sono andati ‘i colonnelli’ a maggiore vocazione europeista, Franco Frattini per il Pdl e Enrico Letta per il Pd.

“L‘Italia può alzare la voce e talvolta forzare la mano in Europa, dicendo anche dei no affinché il progetto degli Stati uniti d‘Europa non scompaia dai nostri radar”, ha detto Frattini.

Qualche minuto prima Letta aveva esortato Monti a non esitare ad usare “l‘arma finale” del veto al Consiglio europeo se le sue conclusioni non fossero state all‘altezza delle aspettative.

BERLUSCONI: MOLTA INDETERMINATEZZA IN PROPOSTE ITALIA

La maggioranza chiede al premier di impegnarsi in Europa su misure pro crescita che rimbalzino sui saldi di bilancio - la golden rule sugli investimenti dello Stato in infrastrutture - e misure di integrazione strutturale bancaria e fiscale per arrivare alla mutualizzazione del debito.

Una nota critica al governo viene però da Silvio Berlusconi, che parlando ai suoi parlamentari dopo l‘incontro con Monti e immediatamente prima del dibattito alla Camera ha detto che “siamo andati via [da palazzo Chigi] con una sensazione di indeterminatezza sulle proposte che l‘Italia farà”.

“Altre misure, a parte questa tendenza di prevedere un intervento della Bce e del Fondo salva stati sui titoli pubblici dei paesi virtuosi non sono state individuate”, ha proseguito il Cavaliere, riferendosi alla misura anti-spread avanzata dal premier di cui dovrebbe beneficiare la “virtuosa Italia”.

Per Berlusconi l‘unica misura davvero efficace sarebbe che la Bce diventasse prestatrice di ultima istanza, ma c‘è la ferma opposizione della Germania, la quale, se uscisse dall‘eurogruppo, “non sarebbe un male”.

Non è la prima volta che Berlusconi lancia provocazioni sull‘euro, ma il suo vicecapogruppo al Senato, Gaetano Quagliariello, rassicura: “Monti si presenterà in Europa con tutte le credenziali” del Parlamento.

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