11 aprile 2012 / 15:43 / 6 anni fa

Riforma lavoro inizia iter Senato mentre Italia torna sotto riflettori mercati

* Spread Italia-Germania resta vicino ai 400 punti base

* Accuse reciproche tra Italia e Spagna su chi ha colpa peggioramento spread

* Passera dice che allargamento spread non c‘entra con riforma lavoro

di Giselda Vagnoni

ROMA, 11 aprile (Reuters) - Il Senato ha iniziato stamane l‘esame del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro sul quale Mario Monti ha ricevuto le critiche più aspre da quando è al governo e sul quale si gioca la credibilità del suo governo chiamato a ristabilire la fiducia degli investitori nell‘Italia.

L‘iter parlamentare del provvedimento si annuncia incerto dal momento che è stata accantonata l‘ipotesi del decreto per ragioni di opportunità politica e il suo esame avviene mentre sui mercati è ritornato a prevalere lo scetticismo sulla capacità dell‘Europa di superare i problemi del debito e della scarsa crescita.

Dopo un iniziale via libera a una normativa più flessibile sul fronte dei licenziamenti e la reazione negativa dei sindacati e del Pd, il governo ha reintrodotto la possibilità di riassunzione per il lavoratore licenziato per motivi economici di cui sia dimostrata la manifesta insussistenza.

L‘iniziativa ha scatenato la reazione del presidente uscente di Confindustria Emma Marcegaglia che, in una intervista al Financial Times, ha definito “pessima” l‘ultima versione del ddl lavoro.

Secondo Neil Unmack, analista di Breakingviews, ulteriori modifiche indebolirebbero la posizione di Monti e renderebbero potenzialmente più difficili le future riforme.

Secondo quanto riportato sui giornali italiani, il governatore della Banca di Spagna Miguel Angel Fernandez Ordonez ha puntato ieri il dito contro Roma affermando che, “purtroppo, la retromarcia sulla riforma del lavoro in Italia sta creando enorme ansia”.

Ma Roma respinge l‘idea che il peggioramento dei mercati sia ricollegabile in qualche modo al passo indietro sull‘articolo 18 e sfiora un incidente diplomatico con Madrid.

“Sui mercati ci sono tensioni per ragioni che non hanno nulla a che fare con l‘Italia, semmai con qualche altro Stato membro dell‘Ue e con l‘insoddisfazione per le decisioni prese dall‘Ecofin sui firewall”, ha detto Monti in un‘intervista a Reuters giovedì scorso in cui non ha escluso l‘uso della fiducia per far approvare il ddl in Parlamento.

Il mese scorso a Cernobbio, Monti aveva espresso il timore che la Spagna potesse tornare ad alimentare tensioni sui mercati con ricadute anche per l‘Italia dopo che il governo di Madrid ha peggiorato gli obiettivi di deficit in rapporto al Pil.

Secondo alcuni retroscena pubblicati sui quotidiani italiani, prima di lasciare Il Cairo, il presidente del Consiglio avrebbe commentato ieri il rialzo della spread dicendo che “la riforma del lavoro non c‘entra, è colpa di Marcegaglia e Spagna”, come ha sintetizzato in un titolo Repubblica, virgolettando una dichiarazione attribuita al premier.

Sebbene l‘ex commissario Ue oggi abbia smentito di aver mai citato recentemente le cause per cui gli spread con la Germania hanno ripreso a gonfiarsi, il pensiero dell‘esecutivo sul tema è stato ribadito dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, l‘ex amministratore delegato di Intesa Sanpaolo che è forse l‘esponente del governo di maggior spicco.

“No”, ha risposto Passera alla domanda se la riforma del mercato del lavoro stia pesando sul differenziale dei rendimenti. Poi ha spiegato che “le due cose fondamentali sono Germania e Spagna” e che “pesano dati non buoni di Usa e Cina”.

“Siamo di nuovo a una Ue in difficoltà ma l‘Italia arriva molto più preparata e organizzata”, ha sottolineato Passera quasi a voler rispondere agli appunti del governatore spagnolo.

A stretto giro di posta il primo ministro Mariano Rajoy ha esortato i leader dell‘Unione europea ad essere più cauti nei loro commenti.

“Vorrei dire qualcosa in merito ad alcune dichiarazioni che sono state fatte in Europa, e più esplicitamente la scorsa notte da alcuni leader europei”, ha detto Rajoy ai parlamentari del Partito del Popolo.

“Ci auguriamo che essi assumano le loro responsabilità e siano più cauti nelle loro affermazioni”, ha aggiunto Rajoy. “Noi non parliamo di altri Paesi. Desideriamo il meglio per gli altri Paesi Ue e della zona euro. Ciò che è buono per la Spagna è un bene per la zona euro”, ha aggiunto.

RENDIMENTI BOT IN NETTO RIALZO

Ieri lo spread tra i tassi di interesse pagati dall‘Italia sui titoli di stato a dieci anni e quelli tedeschi era salito sopra quota 400 punti per la prima volta da febbraio.

Nell‘asta di oggi i Bot a tre mesi sono stati assegnati con un rendimento dell‘1,249% dallo 0,492% dell‘asta di metà marzo e quelli a un anno con un rendimento del 2,840%, livello massimo dal dicembre 2011.

I cospicui aumenti dei rendimenti registrati nell‘asta dei Bot, secondo la Banca d‘Italia, hanno risentito del riaccendersi delle tensioni sui titoli del debito sovrano dell‘area dell‘euro.

“Siamo molto preoccupati per il quadro europeo e internazionale in cui si muove il Paese. E’ tornato sui mercati un clima piuttosto invernale che speriamo possa essere presto superato”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che è stato il regista dell‘operazione che lo scorso novembre ha portato Monti a palazzo Chigi al posto di Silvio Berlusconi paralizzato dai veti incrociati della sua coalizione.

“Sono in crescita la disoccupazione e la inoccupazione soprattutto giovanile. Serve una riforma del mercato del lavoro che deve portare flessibilità e trasparenza”, ha aggiunto Napolitano.

Il ministro del Welfare Elsa Fornero ha detto stamane che il governo è disponibile a cambiare il ddl di riforma sul lavoro per quel che riguarda la flessibilità in entrata se ci saranno in Parlamento proposte migliorative ma ha anche chiarito di non essere disponibile a “fare operaizoni di bilancino all‘indietro”.

“Abbiamo fatto un lavoro sulle varie forme di contratto per vedere dove si annidavano possibilità di abuso. Se abbiamo fatto qualche interpretazione poco corretta siamo disposti a riconoscerlo e quindi se qualcuno ci dice che per contrastare la precarietà si può agire in altro modo ci va benissimo”, ha aggiunto la Fornero a margine dei lavori della commissione Lavoro del Senato da cui è partito l‘esame del provvedimento.

Alla domanda se il governo intenda mantenere la posizione sulla possibilità di reintegro anche per motivi economici, la Fornero ha detto di ritenere “che quello che è stato definito un compromesso politico non abbia tolto nulla alla valenza delle modifiche apportate all‘articolo 18. Nessuno può sostenere che quelle modifiche abbiano snaturato il testo sul quale c‘era l‘accordo”.

- hanno collaborato Alberto Sisto e Roberto Landucci

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