17 gennaio 2012 / 12:47 / 6 anni fa

PUNTO 3-Italia, probabile downgrade entro mese fino a due notch - Fitch

(Aggiunge background in paragrafo 5, cambia titolo)

ROMA, 17 gennaio (Reuters) - E’ probabile che il debito sovrano dell‘Italia sia declassato entro la fine di gennaio dall‘agenzia di rating Fitch, dopo il downgrade di due livelli subito venerdì scorso per opera di Standard and Poor‘s.

“L‘Italia è in rating watch negativo. Ci sono buone possibilità che ci possa essere un downgrade entro il mese”, ha detto Alessandro Settepani, Head of Business and relationship management of Fitch Ratings Italia a margine di una audizione alla Camera, precisando che il downgrade sarà di uno o due notch.

Sull‘azione del governo Monti, l‘analista ha osservato che “sicuramente è utile, seria e credibile, ma fino a quando i tassi di interesse restano alti c’è il problema dei costi di rifinanziamento”.

Settepani ha poi aggiunto: “Vediamo che i mercati continuano a chiedere tassi di interesse che se proiettati su 4, 5 anni hanno un impatto significativo e i conti possono peggiorare. Se la situazione sui mercati rimane questa i nostri rating non possono che andare giù”.

Il rating Fitch sul debito sovrano dell‘Italia è attualmente A+ e quindi con la riduzione anche di due notch resterebbe in classe A, ad ‘A-', fattore importante ai fini dell‘haircut della Bce ai finanziamenti.

Il 12 gennaio David Riley, responsabile dei rating sovrani di Fitch, ha detto a Reuters che “c’è un rischio concreto di downgrade per l‘Italia da qui alla fine del mese”.

“Stiamo esaminando la situazione ed esaminiamo le informazioni in sviluppi recenti, quindi non è un esito acquisito”, aveva aggiunto Riley.

Oggi Settepani ha ricordato che quando un mese fà Ficth ha messo l‘Italia in rating watch negativo l‘agenzia ha detto che la qualità del credito potrebbe essere abbassata “al massimo di due notch”, ossia di uno o due livelli.

L‘altro analista di Fitch presente in audizione, Krishman Ramadurai, Managing Director, ha ricordato che il tasso di crescita di un Paese “è fondamentale” nelle valutazioni dell‘agenzia.

Entrambi hanno respinto l‘idea che le valutazioni di Fitch siano condizionate dai fondi di investimento Usa.

Settepani ha spiegato che l‘agenzia è controllata al 30% dal gruppo editoriale americano Hearst e per il 70% da un gruppo europeo che non ha altre attività di rilievo a parte Fitch.

(Giselda Vagnoni)

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