10 gennaio 2012 / 17:58 / 6 anni fa

PUNTO 1-Bozza fiscal compact apre a emendamento Italia su debito

(aggiunge background, dichiarazione di Roberto Gualtieri)

MILANO, 10 gennaio (Reuters) - L‘ultima bozza dell‘accordo intergovernativo europeo sul ‘fiscal compact’ contiene la modifica chiesta dall‘Italia sul debito pubblico per un rientro che tenga conto di alcuni fattori attenuanti.

Lo rivelano due fonti vicine al dossier, anticipando che il testo dell‘accordo che sarà messo sul tavolo dei negoziatori nella riunione di giovedì 12 affianca, all‘impegno di ridurre il debito in eccesso rispetto al 60% del Pil di un ventesimo all‘anno, il richiamo ai fattori attenuanti che sono parte rilevante del Patto di stabilità riformato (‘Six Pack’).

“C‘era la preoccupazione di un ulteriore irrigidimento rispetto al Six Pack. All‘ultima riunione [venerdì 6] è emerso che [nel testo del fiscal compact] ci sarà un esplicito riferimento al Six Pack: vale quanto è stato detto allora, compresa la valutazione di altri fattori rilevanti”, spiega una fonte a conoscenza dei negoziati.

“Nella bozza emendata dopo la riunione tecnica di venerdì 6, si fa riferimento all‘intero articolo 2 e non solo all‘articolo 2/1a”, aggiunge una fonte europea.

Nell‘accordo uscito dal vertice europeo di dicembre veniva ribadito l‘obbligo di una riduzione di un ventesimo l‘anno del debito in eccesso. Il richiamo ai fattori che possono mitigare il giudizio nei confronti di un paese che riduce lentamente il debito/pil non era esplicito, secondo l‘Italia, essendo limitato al solo comma 1a dell‘articolo 2 dei regolamenti Ue. L‘Italia ha chiesto e ottenuto di introdurre un richiamo più completo alla normativa europea, con il riferimento all‘intero articolo 2 e non solo a una delle sue parti.

Roma segna quindi un punto a proprio favore nella discussione tecnica sull‘accordo intergovernativo. Riportare il testo a quanto già previsto dal Six Pack scongiura, infatti, rischi di un‘applicazione eccessivamente severa della sorveglianza sul debito pubblico, che avrebbe messo l‘Italia in grande difficoltà negli anni a venire.

Considerato un debito italiano attorno al 120% del Pil, la riduzione di un ventesimo dell‘eccesso avrebbe significato almeno per i primi esercizi una manovra annua attorno a 3% del prodotto interno lordo.

Rimangono, però, in sospeso altri punti sui quali l‘Italia ha chiesto modifiche e in particolare la richiesta di limitare il ricorso alla Corte di Giustizia Ue nel caso un paese firmatario non inserisca l‘obbligo al pareggio di bilancio nella propria Costituzione e quella di sviluppare il capitolo dedicato alla crescita.

I negoziati tecnici si riapriranno giovedì 12 e non è escluso che questa riunione possa avere un seguito prima di giungere al testo finale per fine mese.

“Il clima della riunione di venerdì è stato positivo” riferisce a Reuters l‘europarlamentare Roberto Gualtieri, uno dei tre parlamentari designati dal Parlamento Ue per seguire il percorso dell‘accordo intergovernativo. “E’ assolutamente possibile che il testo finale sia pronto a fine mese. Auspico che si tratti di un buon testo, che recepisca gli emendamenti che abbiamo presentato”, aggiunge facendo riferimento a un corposo documento presentato dai tre eurodeputati per conto dell‘intero emiciclo.

(Francesca Landini, Luca Trogni)

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