8 novembre 2011 / 10:30 / tra 6 anni

Governo, oggi prima conta per governo Berlusconi in bilico

ROMA, 8 novembre (Reuters) - Silvio Berlusconi ha respinto finora i suggerimenti dei suoi amici di partito di dimettersi per cercare di dare vita a un nuovo governo di centrodestra in grado di gestire la crisi e sembra intenzionato ad andare avanti o a cercare il voto anticipato.

Oggi pomeriggio alla Camera ci sarà un primo test per lui e la coalizione Pdl-Lega Nord-Responsabili sul Rendiconto generale dello Stato per il 2010.

Il provvedimento, del quale Montecitorio si occuperà a partire dalle 15,30, è un atto dovuto ma senza la sua approvazione si paralizza l‘attività della macchina statale.

I dissidenti del Pdl e le opposizioni sembrano indirizzate verso l‘astensione per centrare il duplice obiettivo di far passare il documento e al tempo stesso far emergere la debolezza numerica della coalizione di governo.

Se i numeri del centrodestra saranno infatti inferiori alla maggioranza assoluta dei 630 seggi della Camera - cioè a 315 voti -, le opposizioni probabilmente presenteranno una mozione di sfiducia per arrivare quanto prima al redde rationem.

In questo scenario negativo per l‘esecutivo Berlusconi potrebbe decidere di affrontare il voto di fiducia con il rischio di perderlo ed essere emarginato dai giochi politici che si apriranno da allora in poi. Un‘altra opzione per Berlusconi resterebbe quella di cercare di trattare la resa con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di strappare un governo guidato da una persona di sua fiducia allargato a forze moderate come l‘Udc.

Nell‘ipotesi in cui Berlusconi conservasse la maggioranza assoluta dei seggi per pochi voti di scarto (il 14 ottobre scorso ottenne la fiducia della Camera con 316 voti) il governo andrebbe avanti, ma resterebbe il dubbio sulla sua capacità di far passare le riforme strutturali promesse all‘Unione europea.

Il passo successivo, come annunciato dal premier a Cannes, arriverebbe tra una decina di giorni con la fiducia al Senato sul maxiemendamento alla Legge di Stabilità che riprende alcune delle misure chieste a Roma da Bruxelles.

A Palazzo Madama, però, la maggioranza gode di un margine più ampio rispetto alla Camera.

Si dovrebbe aspettare ancora qualche settimana, quindi, prima di arrivare al voto decisivo della Camera sulla Legge di Stabilità.

Tutto questo naturalmente a meno di repentini cambi di strategia come potrebbe essere la decisione di porre la questione di fiducia alla Camera già questa settimana sul programma promesso all‘Ue.

“Oggi il rendiconto passerà ma il problema però non è oggi. Bisogna vedere se alla Camera continueremo ad avere i numeri per governare”, ha detto stamattina il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto a Mattino 5.

Se fosse evidente che non ci sono i numeri sufficienti, Berlusconi dovrebbe fare “un passo indietro”, evitare “l‘umiliazione” di perdere la fiducia e “mantenere le redini della coalizione Pdl-Lega in modo da proporre una persona di cui si fida [Gianni Letta, Angelino Alano] con una maggioranza più ampia anche se non fino al Pd”, spiega Crosetto.

Anche il sottosegretario, come Berlusconi, non crede, invece, “che un governo tecnico sia utile per il Paese”.

I TEMPI DEI MERCATI

“La cosa principale è mettere in sicurezza il Paese davanti alla speculazione. Se questa settimana non diamo certezza ai mercati lo spread si ripercuote sul sistema bancario e dal sistema bancario su ogni famiglia italiana”, avverte Crosetto.

Berlusconi è l‘ultimo capo di governo di un Paese europeo periferico ad essere ancora al potere dopo l‘acuirsi della crisi dei debiti sovrani della zona euro. Cambi di governo si sono verificati in Irlanda, Portogallo e sia lo spagnolo José Luis Zapatero che da ultimo il greco George Papandreou si sono autoesclusi dalla gara per il prossimo esecutivo nazionale.

Un rapporto di Barclays osserva che la dinamica negativa che si è innescata sui mercati nei confronti dell‘Italia è molto difficile da spezzare: “A questo punto l‘Italia potrebbe essere oltre il punto di non ritorno”.

I mercati ieri avevano reagito in modo positivo alle voci che Berlusconi fosse in procinto di dimettersi.

Oggi lo spread decennale Btp/Bund stringe nei primi scambi a 481 punti base da 490 alla chiusura di ieri, e il rendimento cala a 6,64% da 6,69%.

La Borsa di Milano sale del 2% sulle attese per gli sviluppi politici in un mercato che spera in una berve durata dell‘attuale governo.

“Credo che il mercato stia annusando il fatto che, se non é oggi, domani o nei prossimi giorni, questo esecutivo se ne andrà”, dice un trader da Londra.

“Non c’è una view su cosa succederà dopo”, aggiunge. “Si spera in un governo di unità che sia in grado di prendere anche decisioni dolorose”.

Gli investitori guardano alla caduta di questo esecutivo, come un via libera all‘approvazione dei provvedimenti suggeriti da Ue e Fondo monetario.

(Giselda Vagnoni)

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224210, Reuters Messaging: giselda.vagnoni.reuters.com@reuters.net)

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