July 22, 2020 / 2:42 PM / 18 days ago

GRAFICO-Nessun divorzio: indicatori su uscita da euro segnalano ottimismo dopo accordo Ue

LONDRA, 22 luglio (Reuters) - Gli indicatori di mercato che misurano il rischio di rottura dalla zona euro sorprendono positivamente dopo l’accordo di questa settimana tra i leader europei su un fondo Ue per affrontare le ricadute economiche del coronavirus, suggerendo che i timori di un’altra crisi esistenziale per l’area a moneta unica sono in calo.

L’Unione europea ha deciso di raccogliere miliardi di euro sui mercati dei capitali per conto di tutti i 27 stati del blocco, in un atto di solidarietà senza precedenti.

La decisione è in contrasto con la risposta lenta e disunita della Ue quando alcuni mesi fa è scoppiata la pandemia, sollevando timori di una nuova crisi in grado di provocare fratture in seno alla zona euro.

Ecco alcuni degli indicatori che dimostrano che questi timori stanno svanendo.

ASSICURAZIONE SUL DEBITO SOVRANO - C’E’ MENO BISOGNO

Negli ultimi anni l’Italia è stata al centro dei timori legati alla rottura della zona euro. Tuttavia il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha affermato che il governo è uscito rafforzato dallo “storico” accordo della Ue.

L’intesa ha spinto il costo dell’assicurazione del debito sovrano italiano contro il default ai minimi di sei settimane.

In modo significativo, il divario tra i rendimenti obbligazionari quinquennali italiani e i credit default swaps (CDS) si è ridotto di circa 100 punti base dai livelli di aprile a circa 160. Un ampio spread rappresenta segnale di rischio, in quanto i costi di indebitamento italiani possono essere frenati dagli acquisti della Bce, ma il Cds riflette l’opinione degli investitori su quanto questi considerino rischiosi i debiti.

Nell’ambito del fondo Ue per la ripresa da 750 miliardi di euro, l’Italia riceverà 209 miliardi di euro - risultato storico - di cui poco più di 80 miliardi di euro saranno erogati come aiuti a fondo perduto. Anche se gli aiuti impiegheranno del tempo per giungere a destinazione, il fatto che siano in arrivo dovrebbe tenere a bada l’euroscetticismo.

“L’Italia ... sta diventando un beneficiario finanziario netto; senza dubbio un obiettivo per (Angela) Merkel e (Emmanuel) Macron sin dall’inizio era quello di aiutare a rallentare/fermare qualsiasi movimento anti-Ue in Italia”, osserva Erik Nielsen, chief economist del gruppo UniCredit.

EURO IN SALUTE

L’attenuarsi dei rischi di rottura si evince dal rally dell’euro ai massimi di 18 mesi e dalla riduzione del premio che gli investitori richiedono per detenere obbligazioni dell’Europa meridionale anziché debito tedesco, una misura dei rischi relativi all’interno del blocco.

L’euro è salito sopra i 1,15 dollari, oltre l’8% al di sopra dei minimi di marzo quando si sono scatenate le turbolenze del mercato innescate dal coronavirus.

“Uno dei motivi per cui l’euro potrebbe salire è una riduzione dei rischi di rottura della zona euro. Sentire che l’Italia è d’accordo con il piano di ripresa mostra che il Paese è nella posizione migliore rispetto al modo in cui i policymaker stanno trattando la periferia”, commenta Mohammed Kazmi, portfolio manager di Ubp.

Lo spread del rendimento obbligazionario italiano a 10 anni sulla Germania è di 160 punti base, 70 punti base in meno rispetto a poco prima che il piano per il Recovery fund venisse presentato a maggio. Gli spread spagnoli e portoghesi sono più stretti di 15-20 punti base.

ADDIO NEW YORK?

Ogni volta che l’adesione dell’Italia alla zona euro è considerata a rischio, le sue obbligazioni in dollari tendono a sovraperformare il debito in euro.

Ciò si verifica perché in caso di ristrutturazione, le obbligazioni in dollari emesse ai sensi della legge di New York offrirebbero una protezione migliore rispetto a quelle regolate dalla legge italiana. Se l’Italia uscisse dall’euro, quest’ultimo sarebbe vulnerabile alla ridenominazione nella sua nuova valuta.

Al 3,07%, un’obbligazione in dollari italiani in scadenza nel 2033 è stata scambiata con rendimenti che sono circa 130 punti base al di sotto dei massimi di marzo. Ma i rendimenti su un’emissione di euro con scadenza simile sono scesi ben oltre, cioè di 175 punti base.

Per una versione interattiva del grafico seguente, fare clic qui here

Tradotto da Redazione Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, camilla.caraccio@thomsonreuters.com, +48587721396

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