July 21, 2020 / 2:15 PM / 14 days ago

GRAFICO-Un punto di svolta? Come il recovery fund cambierà mercati debito Ue

LONDRA, 21 luglio (Reuters) - L’Unione europea sta per entrare di diritto nella classifica dei maggiori emittenti sovranazionali dopo aver dato il via libera a un Recovery fund finanziato attraverso debito congiunto, una mossa che ha tutto il potenziale di trasformare i mercati del debito della zona euro.

I leader della Ue hanno raggiunto un accordo per un fondo del valore di 750 miliardi di euro in risposta ai danni causati dal coronavirus e hanno approvato il bilancio pluriennale, sbloccando in totale 1.800 miliardi di euro di stimolo fiscale.

Finora la Ue, come istituzione, ha contribuito solo per una frazione dei circa 8,5 miliardi di euro del mercato di titoli di Stato e obbligazioni emesse da agenzie interne al blocco. Tuttavia il denaro che a breve inizierà a raccogliere potrebbe spingere il livello del debito della Ue al di sopra di quello di alcuni suoi Stati membri, come ad esempio i Paesi Bassi.

“Per la prima volta l’Unione europea sarà una forza principale all’interno del mercato del debito sovranazionale”, ha detto il capo economista di Berenberg, Holger Schmieding.

1. ESTREMAMENTE PRODIGA

La Ue possiede al momento 54 miliardi di euro di debito residuo, non avendo contratto debito lo scorso anno e avendo preso in prestito solamente 5 miliardi di euro nel 2018.

Ma se tutti i 750 miliardi di euro verranno raccolti sul mercato del debito, l’emissione potrebbe ammontare a 262,5 miliardi di euro durante il prossimo anno e nel 2022, con i restanti 225 miliardi di euro da emettere nel 2023, secondo le stime di Antoine Bouvet, senior rates strategist di Ing.

In confronto, l’emissione lorda annuale da parte di Banca europea per gli investimenti (Bei), Ue, Fondo europeo di stabilità (Efsf) e del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) ammontava in media a 67 miliardi di euro l’anno tra il 2015 e il 2019.

La Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) ha circa 201 miliardi di dollari di debito residuo.

La Ue prenderà inoltre in prestito 100 miliardi di euro a partire da settembre per finanziare il piano per l’occupazione denominato Sure.

Ma l’emissione di debito congiunto non ridurrà per ora in maniera significativa l’offerta di titoli da parte di Paesi fortemente indebitati quali l’Italia, poiché le obbligazioni Ue verranno emesse nel corso di diversi anni.

Grafico interattivo here

2. Asset “AAA”

Il finanziamento del fondo attraverso obbligazioni Ue congiunte segna un passo importante verso la mutualizzazione del debito degli Stati membri.

“Passività congiunte di tale portata sono senza precedenti per l’Unione europea”, ha detto Sébastien Galy, senior macro strategist di Nordea Asset Management.

Le modalità di finanziamento rispondono anche a uno degli inconvenienti dell’euro per i gestori delle riserve: la mancanza di asset “sicuri”, paragonabili ai Treasury bond statunitensi con rating ‘AAA’, del valore di oltre 17.000 miliardi di dollari.

Le obbligazioni di Germania, Francia e Italia insieme ammontano a metà del valore e solo la Germania vanta un rating ‘AAA’.

La Ue, tuttavia, detiene una valutazione ‘tripla A’ da parte di Moody’s, Fitch, DBRS e Scope. Il rating di S&P Global è ‘AA’. Le agenzie ritengono che l’aumento del debito non rappresenterà una minaccia per il rating.

Grafico interattivo qui tmsnrt.rs/3jm4Gy6.

3. SPINTA “GREEN”

Con la Commissione Ue che punta a destinare il 30% dei fondi a progetti ambientali, un terzo del Recovery fund potrà essere finanziato attraverso obbligazioni “green”, secondo le previsioni di S&P Global. In questo modo il mercato globale di “green bond” aumenterebbe dell’89%.

Le obbligazioni “green” al momento costituiscono solamente il 3,7% delle emissioni globali.

“In un momento in cui i mercati cercano emittenti sicuri, altre istituzioni sovranazionali (come la Banca mondiale) dovrebbero prendere esempio e finanziare investimenti estremamente necessari, in particolare volti a contrastare il riscaldamento globale”, ha detto Florence Pisani, global head of economic research di Candriam.

4. SOLLIEVO BCE

Anche alla Banca centrale europea verrà concessa l’opportunità di incrementare l’acquisto di debito sovranazionale per il suo programma di stimoli.

I primi mesi del piano di emergenza della Bce per l’acquisto di titoli di Stato hanno visto la banca centrale acquistare quote inferiori di debito sovranazionale rispetto al solito, secondo quanto fa notare BNP Paribas, che si attende però di vedere fino a 96 miliardi di euro di nuova offerta di debito sovranazionale nei prossimi mesi.

La banca prevede inoltre che la quota degli acquisti di titoli pubblici rappresentata da debito sovranazionale nell’ambito del programma Pepp aumenterà di almeno il 10% nella seconda metà del 2020 dal 7,5% attuale.

Tradotto da Redazione Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, michela.piersimoni@thomsonreuters.com

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