July 21, 2020 / 6:35 AM / in 19 days

PUNTO 2-Summit Ue trova accordo, Conte soddisfatto: a Italia 209 mld

(Aggiunge dichiarazione Conte su Mes)

ROMA, 21 luglio (Reuters) - Al termine di una delle più lunghe riunioni che si ricordino i leader dell’Unione europea hanno trovato un accordo sul fondo per il rilancio del blocco colpito dalla crisi del nuovo coronavirus.

Soddisfatto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha parlato di una “intesa storica” su un “piano di rilancio ambizioso che ci permetterà di affrontare le crisi con forza ed efficacia”.

In una conferenza stampa tenuta poco dopo la fine del summit stamattina Conte ha detto che il 28% dei 750 miliardi del Recovery Fund, ossia 209 miliardi, sono destinati all’Italia.

“Abbiamo migliorato l’intervento a nostro favore”, ha detto Conte. “Abbiamo conservato 81 miliardi a titoli di sussidi e aumentato i prestiti concessi da 91 a 127 miliardi”.

L’accordo consente all’economia italiana di ripartire “con forza” e offre l’opportunità al governo di cambiare “il volto del nostro paese”, ha detto Conte.

“Ora dobbiamo correre e utilizzare questi fondi per investimenti e riforme strutturali”.

Per il premier si dovrà puntare a rendere l’Italia “più verde, più digitale, più innovativa, più sostenibile, inclusiva. Si potrà investire in scuola, università, nella ricerca e nelle infrastrutture”.

Conte ha negato che il governo sia debole: “La verità è che questa intesa europea rafforza l’azione del governo italiano”.

La coalizione è divisa sull’opportunità di utilizzare il fondo di salvataggio dell’Unione europea gestito dal Meccanismo europeo di stabilità (Mes), che l’Italia ha sempre rifiutato di utilizzare in passato per evitare condizioni ai suoi conti pubblici.

“La mia posizione non è mai cambiata: l’Esm non è il nostro obiettivo”, ha dichiarato Conte aggiungendo di sperare che l’intesa europea sul Recovery Fund “possa contribuire a distrarre l’attenzione morbosa che circonda il Mes”.

Parlando dei lunghi negoziati di Bruxelles, il premier ha detto di aver tutelato “la dignità del nostro paese ma anche l’autonomia delle istituzioni europee” e di aver “respinto tentativi insidiosi di alterare la genuina vocazione del progetto europeo facendo intervenire la logica dei veti incrociati”. (Giselda Vagnoni, in redazione a Milano Sabina Suzzi)

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