July 20, 2020 / 12:34 PM / 22 days ago

Parlamento Ue si opporrà a recovery deal se non soddisferà richieste - Sassoli

BRUXELLES, 20 luglio (Reuters) - Il Parlamento europeo ritirerà il sostegno a qualsiasi accordo tra i governi Ue sull’enorme pacchetto di stimolo del blocco contro il coronavirus, se non soddisferà determinate condizioni.

Lo conferma David Sassoli, presidente del Parlamento europeo.

Il summit Ue continua per il quarto giorno consecutivo oggi, con gli stati membri impegnati in trattative sul pacchetto da 1.800 miliardi di euro proposto dall’Unione europea per il prossimo bilancio a lungo termine e per il ‘recovery fund’ per stimolare la ripresa economica dalla pandemia di coronavirus.

Gli stati membri Ue intendono includere nel pacchetto misure per difendere lo stato di diritto, che potrebbe portare al congelamento dei fondi per i paesi ritenuti irrispettosi dei principi democratici. L’Ungheria, con l’appoggio della Polonia, ha minacciato di opporsi al pacchetto se l’erogazione dei finanziamenti sarà soggetta a queste condizioni.

David Sassoli ha detto ai leader Ue che anche se riusciranno a raggiungere un accordo, il pacchetto richiede necessariamente l’approvazione da parte del Parlamento europeo.

“Il Parlamento europeo ha esposto le sue priorità e si aspetta di vederle rispettate”, ha scritto in un comunicato.

“Se queste condizioni non saranno rispettate sufficientemente, il Parlamento europeo non concederà il suo consenso”.

I parlamentari intendo anche porre fine alle riduzioni sui contributi per le casse congiunte dell’Unione europea, attualmente concesse ai ricchi contribuenti netti.

Il Parlamento ha richiesto nuove tasse Ue per rimborsare i 750 miliardi di euro che la Commissione intende prendere in prestito dai mercati per creare il recovery fund per gli stati membri. Tra le possibili opzioni considerate figurano nuove imposte sulle emissioni di Co2 e sui rifiuti di plastica monouso.

I leader Ue dovrebbero riprendere le loro trattative alle ore 16,00 italiane. Si prevede che il presidente del Consiglio europeo Charles Michel proporrà una nuova base per un accordo di compromesso tra le richieste opposte dei paesi dell’Europa settentrionale e meridionale.

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