April 22, 2020 / 1:34 PM / 3 months ago

Banche europee si preparano ad aumento sofferenze con crisi coronavirus

di Huw Jones e Valentina Za e Jesús Aguado e Maya Nikolaeva e Tom Sims

LONDRA/MILANO/MADRID, 22 aprile (Reuters) - Si prevede che le banche europee saranno costrette ad accontonare miliardi per potenziali perdite sui crediti, oltre a subire contraccolpi sugli utili dall’emergenza coronavirus, come emergerà dalle trimestrali che verranno diffuse nelle prossime due settimane.

Le banche europee erano comunque già sotto pressione prima della crisi a causa degli elevati costi, bassi rendimenti e richieste per intervenire su tecnologie obsolete. Le fusioni, che potrebbero potenzialmente alleviare tali problemi, si sono rivelate difficili da realizzare a causa delle barriere nazionali.

Le maggiori banche statunitensi, che hanno riportato gli utili la scorsa settimana, hanno accantonato 25 miliardi di dollari per perdite sui crediti nel primo trimestre, sollevando interrogativi sulla possibilità che le banche europee seguano l’esempio.

UniCredit è diventata la prima grande banca della zona euro ad annunciare svalutazioni sul portafoglio crediti per riflettere l’impatto economico dell’emergenza coronavirus.

Gli analisti nel corso degli ultimi 30 giorni hanno rivisto al rialzo di quasi il 130% le stime sulle rettifiche sui crediti nel 2020 da parte delle principali banche europee, secondo un’analisi Reuters di dati Refinitiv.

Allo stesso tempo, gli analisti hanno ridotto di oltre il 40% le stime sugli utili per l’intero esercizio per le stesse banche, che includono istituti globali tra cui HSBC, BNP Paribas e Deutsche Bank, come mostrano i dati.

Le autorità di settore hanno affermato che saranno indulgenti nel far rispettare le regole contabili sulle perdite previste per i prestiti, ma permane la pressione sulle banche europee affinché siano realistiche sull’incombente recessione. Una redditività inferiore rispetto alle rivali di Wall Street significherà che le banche europee avranno meno margine di manovra.

“Quelle banche statunitensi guadagnano enormi somme di denaro”, osserva Rob Smith, financial services partner per Kpmg. “Le banche europee non hanno il lusso di avere quei ricavi e quegli utili per assorbire aumenti così significativi,” spiega Smith in riferimento agli accantonamenti. “Quello a sua volta determinerà il loro approccio.”

Sebbene le banche non siano legalmente obbligate a procedere ora con la maggior parte degli accantonamenti, considerando le circostanze attuali “la prudenza è una raccomandazione che dovrebbe essere seguita”, secondo una persona vicina alla vicenda.

La vulnerabilità delle banche europee a fronte dell’epidemia è stata messa in evidenza questa settimana dall’agenzia di rating Fitch, che ha annunciato 116 interventi sui rating di gruppi bancari dell’Europa occidentale, principalmente rivedendo in negativo gli outlook.

LA STAGIONE DELLE TRIMESTRALI

Lo spettro di risultati delle banche europee fornirà solo una fotografia parziale del modo in cui queste si sono comportate finora durante la crisi, che è entrata nel vivo nel corso del primo trimestre. L’agenzia di rating S&P ha dichiarato che informazioni e commenti che verranno forniti dal management saranno “più rivelatori dei risultati stessi”.

Le banche italiane, che hanno lavorato sodo per affrontare l’eredità delle precedenti recessioni, dovrebbero iniziare ad aumentare gli accantonamenti nel primo trimestre, secondo gli analisti, poiché l’economia italiana si sta muovendo verso una contrazione che secondo le stime del Fondo monetario internazionale potrebbe raggiungere il 9,1% quest’anno.

Le banche italiane in Europa hanno la più alta esposizione alle piccole e medie imprese, che rischiano di soffrire di più a causa del lockdown prolungato nel Paese tra i più colpiti al mondo dall’epidemia di coronavirus.

Morgan Stanley ha stimato che la crisi rischia di appesantire le banche italiane con nuovi crediti deteriorati per 60- 80 miliardi di euro nei prossimi due o tre anni, con un incremento fino al 45% dei livelli attuali.

Anche le banche spagnole annunceranno un aumento degli accantonamenti, osserva Nuria Alvarez, analyst di Renta 4, broker con sede a Madrid.

Secondo gli analisti una situazione di stallo nell’economia spagnola avrà dapprima un impatto diretto sui portafogli mutui delle banche, che rappresentano circa il 40% dei loro crediti, e su quelli dei consumatori, che a loro volta contano per l’8% dei prestiti.

Lunedì la Banca di Spagna ha affermato che l’economia del Paese, legata al turismo, potrebbe contrarsi del 12,4% quest’anno se il lockdown per il contenimento del coronavirus durerà 12 settimane.

Per le banche francesi, qualsiasi accantonamento più elevato dovrebbe essere “gestibile”, secondo Jon Peace, analista di Credit Suisse.

Deutsche Bank, alle prese con una costosa ristrutturazione, è l’unico grande istituto di credito europeo che gli analisti prevedono registrerà una perdita per l’intero 2020. La crisi ha reso difficile per la banca prevedere se raggiungerà gli obiettivi finanziari dopo anni contrassegnati da perdite.

Fino alla settimana scorsa gli analisti avevano quasi raddoppiato le stime sugli accantonamenti per perdite sui crediti del primo trimestre e dell’intero anno di Deutsche Bank rispetto agli inizi di marzo, secondo le previsioni pubblicate sul sito web del gruppo.

Moody’s ha sottolineato che Deutsche Bank è tra le banche di investimento globali con sede in Europa ad essere più vulnerabile agli oneri legati a rettifiche sui crediti.

Credit Suisse inaugurerà domani la stagione delle trimestrali.

Tradotto da Redazione Danzica, in Redazione a Milano Cristina Carlevaro, camilla.caraccio@thomsonreuters.com, +48587721396

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