April 16, 2020 / 6:42 AM / 4 months ago

Dl liquidità, banche accolgano domande in attesa avvio piattaforma - Baretta

ROMA, 16 aprile (Reuters) - Le banche devono accogliere le domande delle imprese che chiedono la liquidità di emergenza, in gran parte garantita dallo Stato, in attesa che sia pronta la piattaforma che permetterà di erogare i fondi.

Lo ha detto il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta a Radio Anch’io.

Le imprese lamentano ritardi nell’applicazione del decreto che dovrebbe consentire di avere fondi per fronteggiare l’emergenza Covid19, garantiti dal 70% al 100%.

“Anche per snellire la burocrazia, serve tempo. Vero che ci vorranno alcuni giorni ma il modulo è già presente. Le banche devono accogliere le domande. L’erogazione avverrà appena sarà pronta la piattaforma”, ha detto Baretta.

Ieri Abi, in una nota diffusa al termine della riunione del comitato esecutivo, ha detto che il decreto è stato annunciato come immediatamente applicabile ma senza tenere conto che ci sono “adempimenti, non dipendenti dalle banche, non sempre ancora completati e che impediscono alle banche di attuare, fino ad ora, le misure di liquidità, che necessiterebbero di semplificazioni”.

“Abi non accusa il governo, sta dicendo che loro sono pronti e che dipende dalla piattaforma informatica. Le banche nel frattempo devono accogliere le domande”, ha aggiunto Baretta.

Sempre a Radio Anch’io, il segretario Fabi, maggiore sindacato dei bancari, Lando Maria Sileoni, ha sottolineato i ritardi della Commissione Ue nel dare il necessario via libera al decreto.

“Fino a lunedì la commissione Ue è stata in ferie, scandaloso”.

Sileoni ha detto che sono ancora da chiarire “i tassi sulla garanzia Sace” e che il governo dovrebbe fare pressioni sulla Commissione europea perché possa essere estesa la durata per il rimborso di questi prestiti, oggi fissata in sei anni.

“C’è poi una questione di scudo penale. Ci sono provvedimenti che devono essere completati”, ha detto Sileoni, a proposito delle necessità di dare una protezione legale ai bancari che firmano la concessione di questi prestiti alle aziende. Il rischio è nel caso in cui un azienda beneficiaria del prestito finisse in bancarotta giudicata fraudolenta.

Stefano Bernabei, in redazione a Milano Maria Pia Quaglia

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