October 8, 2019 / 3:34 PM / in 13 days

Carige, no problemi liquidità, non emetterà altri bond garantiti da Stato - Lener

MILANO, 8 ottobre (Reuters) - La crisi di Banca Carige , risolta a fine mese scorso con il via libera al piano di salvataggio, non ha provocato problemi di liquidità all’istituto che non ha pertanto bisogno di emettere nuovi bond coperti dalla garanzia statale.

Lo ha affermato Raffaele Lener, uno dei commissari straordinari di Carige, a margine di un evento facendo il punto sulla situazione dell’istituto ligure i cui soci lo scorso 20 settembre hanno approvato l’aumento di capitale da 700 milioni di euro, nell’ambito di una complessa operazione di rafforzamento patrimoniale da 900 milioni necessaria per evitare la liquidazione.

“La liquidità non ha costituto mai in questi mesi, per qualcuno in modo sorprendente, un problema per Carige e non lo costituisce neanche adesso”, ha detto Lener.

“Evidentemente la clientela e il mercato hanno ritenuto di credere in questo progetto. Al momento è un problema che non abbiamo”, ha ribadito.

Su questo tema Lener ha ricordato che Carige, a valle della decisione della Bce di mettere la banca in amministrazione straordinaria, e grazie ad un decreto del governo, ha già emesso bond garantiti dallo Stato per 2 miliardi ma non intende procedere oltre.

“Non è stato completato l’intero taglio previsto dal decreto legge” che consentiva garanzie statali su emissioni fino a 3 miliardi, ha detto, precisando che tuttavia “in realtà, non ci sarà ulteriore ricorso”.

Relativamente al futuro assetto azionario di Carige, Lener ha detto di non essere a conoscenza della posizione di Malacalza sulla partecipazione all’aumento che diluirà drasticamente la quota della famiglia piacentina nel capitale della banca, pari al 27,5% pre-ricapitalizzazione.

La mancata partecipazione al voto del primo azionista di Carige ha consentito l’approvazione della manovra di rafforzamento patrimoniale nell’assemblea straordinaria che ha avuto il sostegno della grande maggioranza dei soci presenti.

“La mossa di non partecipare in realtà è ragionevole per degli azionisti importanti come loro che hanno mostrato di non condividere un piano ma anche di non osteggiarlo. Pertanto tutte le possibilità sono aperte ma, in modo molto sensato, hanno voluto evitare la maggiore rottura”, dice.

L’aumento sarà sostenuto in gran parte dal Fondo interbancario, ma una tranche è riservata a Cassa Centrale Banca che entrerà inizialmente con una quota poco sotto il 10% del capitale.

Il piano prevede inoltre che Cassa Centrale Banca possa esercitare un’opzione per acquistare a sconto, a partire dalla seconda metà dell’anno prossimo, le azioni dal Fondo e dallo Schema Volontario diventando in prospettiva l’azionista di riferimento di Carige.

Su questo fronte Lener non vede “nessun cambiamento rispetto al progetto” del gruppo trentino di salire sopra la soglia rilevante del capitale con l’obiettivo di una “sempre maggiore integrazione” tra i due istituti. Infine, l’amministratore straordinario di Carige ha detto che è partito il processo di cessione di portafogli di Npl per oltre 3 miliardi ad Amco (ex Sga), la società controllata dal Tesoro per la gestione di crediti deteriorati. (Andrea Mandalà)

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