October 1, 2019 / 3:19 PM / 17 days ago

Governo ridimensiona piano privatizzazioni dopo scarsi risultati 2019

ROMA, 1 ottobre (Reuters) - Il nuovo esecutivo ha rivisto al ribasso i ricavi da privatizzazioni per i prossimi anni, prendendo atto degli scarsi risultati ottenuti su questo fronte dal precedente governo.

Movimento 5 Stelle e Lega avevano promesso di far entrare nelle casse dello Stato 18 miliardi di euro, una somma utile a ridurre l’ingente debito pubblico e a rassicurare gli investitori sulla tenuta dei conti.

La prima Nota di aggiornamento al Def licenziata dalla coalizione M5s-Partito democratico in Consiglio dei ministri mette nero su bianco che le dismissioni hanno fruttato poche centinaia di milioni e riduce dallo 0,3% allo 0,2% del Pil le stime di ricavi per il 2020 e il 2021, appena 3,5 miliardi l’anno.

Il target di 18 miliardi per il 2019 era stato fissato a seguito della frenetica trattativa con la Commissione europea per evitare la procedura di infrazione sui conti e non è mai stata una stima realistica, ha detto una fonte governativa che ha chiesto di rimanere anonima.

“Speravamo di ottenere qualcosa in questi ultimi mesi attraverso la vendita degli immobili, ma poi il vecchio governo è caduto e le priorità sono cambiate”, ha detto la fonte.

Secondo la Nadef, il prossimo anno entreranno nelle casse dello Stato i dividendi straordinari versati dalla Banca d’Italia e dalle aziende a partecipazione pubblica, assieme a 850 milioni derivanti dalla vendita di immobili.

Ma l’Italia tende spesso a sovrastimare i ricavi da privatizzazioni.

Tra il 2017 e il 2018, lo Stato ha messo in tasca appena 60 milioni dalla vendita di partecipazioni nelle aziende pubbliche e 1,6 miliardi da dismissioni immobiliari, molto meno rispetto ai 10 miliardi preventivati in origine.

La vecchia strategia di fare soldi attraverso la cessione di quote azionarie alla Cassa depositi e prestiti, che rimane fuori dall’ambito della Pubblica amministrazione, è considerata troppo rischiosa.

Il timore è che le autorità europee includano Cdp nel perimetro della Pa, una decisione capace di far lievitare ulteriormente il rapporto debito/Pil.

Il nuovo esecutivo sembra comunque poco propenso a fare cassa vendendo partecipazioni sul mercato.

“Lo Stato italiano dispone fortunatamente di grandi aziende pubbliche strategiche ed efficienti, che portano dividendi corposi e sono uno strumento importante di politica industriale”, ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in un’intervista rilasciata il mese scorso a Repubblica.

Sono in mano pubblica quote significative di aziende cruciali, come ad esempio il 4,34% di Eni, il 23,59% di Enel e il 30,2% di Finmeccanica.

“Le privatizzazioni non devono essere viste come un modo per fare cassa”, ha aggiunto Gualtieri.

L’ultima grande privatizzazione italiana è stata la quotazione di Enav, che ha fruttato circa 834 milioni di euro. (Ha collaborato Gavin Jones)

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