April 24, 2019 / 6:07 AM / 7 months ago

Governo vara decreto crescita tra tensioni, Lega lima 'Salva Roma'. Ok indennizzi a truffati

ROMA, 24 aprile (Reuters) - Il Consiglio dei ministri ha approvato nella notte, dopo un acceso scontro tra i partiti di governo, l’atteso decreto per spingere la crescita che contiene anche gli indennizzi per i risparmiatori truffati dalle banche.

Altra norma inserita nel decreto, sulla quale sembra passare la linea della Lega di Matteo Salvini, è il cosiddetto ‘Salva Roma’, il pacchetto di misure per ridurre gli interessi sul debito storico di Roma accumulato fino al 2008.

L’intervento, fortemente voluto dai 5 Stelle che guidano la capitale, resta dentro il decreto crescita ma ‘alleggerito’ di alcuni commi. Il resto passerà all’esame del Parlamento.

Secondo il Messaggero, il Comune di Roma si terrà il debito e sarà più difficile ridurre l’Irpef comunale ma lo Stato continuerà a versare al Campidoglio aiuti per 300 milioni all’anno.

Salvini si è detto soddisfatto.

Il governo ha inserito nel decreto crescita lo schema di rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche. Gli indennizzi, secondo fonti governative, saranno automatici per chi ha un reddito imponibile di 35.000 euro oppure un patrimonio mobiliare (depositi e titoli) di 200.000, mentre per tutti gli altri è previsto l’arbitrato semplificato presso la commissione tecnica del Tesoro.

La soluzione adottata dal governo viene incontro alle associazioni dei risparmiatori veneti (guidati da Luigi Ugone e Andrea Arman) ma espone l’Italia ad una procedura di infrazione. Il Tesoro aveva siglato con la Commissione europea un accordo che prevedeva indennizzi diretti fino a 100.000 euro di patrimonio o 35.000 di imponibile.

Il decreto, che prevede agevolazioni fiscali e incentivi agli investimenti, è stato integrato con norme che definiscono le modalità di ingresso del ministero dell’Economia nel capitale della newco “Nuova Alitalia”.

Al centro del braccio di ferro tra Salvini e Di Maio anche il futuro del sottosegretario leghista Armando Siri, indagato nei giorni scorsi per corruzione, che per il segretario del Carroccio deve restare al suo posto e per il Movimento 5 Stelle deve invece dimettersi.

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