April 17, 2019 / 1:16 PM / 7 months ago

Tria: servono misure alternative per scongiurare aumento Iva

* Salvini e Di Maio: con noi al governo nessun aumento Iva

* Tria: segnali incoraggianti Pil primi due mesi

di Giuseppe Fonte

ROMA, 17 aprile (Reuters) - Il governo studierà “misure alternative” per evitare l’aumento dell’Iva previsto nel 2020 senza dover alzare il deficit, ha detto il ministro dell’Economia Giovanni Tria.

Per disinnescare le clausole di salvaguardia a invarianza di saldi occorrono 23,1 miliardi il prossimo anno.

Nel corso di una audizione parlamentare, il ministro ha prima ricordato che le stime del Def a legislazione vigente incorporano l’aumento dell’Iva. Poi, rispondendo a una successiva domanda, ha precisato che il governo valuterà “misure alternative” all’incremento del prelievo fiscale sui consumi.

“Tutto ciò che verrà fatto dovrà confermare la compatibilità degli obiettivi di bilancio”.

L’aumento dell’Iva è un nervo scoperto ad un mese dalle elezioni europee. Tanto che i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, si sono affrettati a smentirlo subito dopo le parole di Tria.

“L’Iva non aumenterà. Punto. Questo è l’impegno della Lega. Siamo al governo per abbassare le tasse, non per aumentarle”, scrive il leader del Carroccio in un post.

Anche Di Maio avverte che fino a quando il Movimento 5 Stelle sarà al governo le tasse per famiglie e imprese non aumenteranno, “fermo restando che ci sono già soluzioni sul tavolo volte ad evitare un aumento”.

L’Italia, il cui debito pubblico è il più alto nella zona euro dopo quello della Grecia, sta cercando di tenere sotto controllo i conti pubblici realizzando allo stesso tempo le costose misure annunciate dal governo Lega-M5s.

Il Tesoro ha alzato l’obiettivo di deficit/Pil 2019 al 2,4% mentre per il 2020 punta al 2,1%, compresi i circa 23 mld di maggiore Iva.

Escludendo le clausole di salvaguardia e senza misure compensative, l’indebitamento salirebbe al 3,4% - sopra il tetto europeo del 3% - ha detto ieri la Banca d’Italia spingendo verso l’alto i rendimenti dei titoli di Stato.

Qualunque segnale che indichi ai mercati conti pubblici fuori controllo aumenterebbe la pressione sui tassi di interesse del Paese che sono “ancora troppo alti”, ha avvertito Tria.

“Saranno importanti i piani del governo e l’incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti che il Parlamento avrà sul Bilancio”, ha aggiunto il ministro in quello che sembra un richiamo ai partiti affinché non propongano misure che aumentino il deficit durante l’esame del Def che inizia domani.

Tria ha detto che l’andamento del debito pubblico, stimato quest’anno al 132,6% del Pil dal 132,2% del 2018, è pienamente sostenibile anche con una crescita economica più lenta.

Secondo il ministro, l’economia italiana ha mostrato sviluppi incoraggianti nei primi due mesi di quest’anno e le previsioni di una crescita dello 0,2% “riflettono le aspettative di una lieve ripresa nel primo semestre, seguita da una ripresa più forte”.

Il Pil è sceso dello 0,1% nel terzo e nel quarto trimestre dello scorso anno, mettendo la terza economia della zona euro in una recessione tecnica.

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