February 25, 2019 / 5:04 PM / 9 months ago

PUNTO 1-Tria esclude che Ue chieda manovra correttiva, "tutte follie"

(Aggiunge dichiarazioni Tria e contesto)

ROMA, 25 febbraio (Reuters) - Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, esclude che dall’Europa arrivi la richiesta di una manovra correttiva per rispettare gli obiettivi di indebitamento netto concordati a dicembre.

“Sono tutte follie, speculazioni. Perché si deve fare una manovra per mettere più in difficoltà le imprese italiane?”, ha detto Tria smentendo in particolare l’ipotesi di un aumento selettivo dell’Iva da introdurre questa estate a garanzia dei saldi, ipotizzato nel fine settimana da alcuni quotidiani.

L’Italia è tornata in recessione nel secondo semestre del 2018 e gli ultimi dati macroeconomici accreditano il rischio di una ulteriore contrazione nel primo trimestre del 2019. Il peggioramento della congiuntura rischia di pregiudicare il mantenimento del rapporto deficit/Pil al 2,04%, su cui è stata costruita la legge di Bilancio per il 2019.

Nell’escludere correzioni dei conti, Tria punta il dito contro le regole di bilancio europee perché sono “pro cicliche” e rischiano di aggravare la situazione in cui si trova l’Italia.

“Se l’Europa avesse una politica diversa, se la Germania non seguisse la politica mercantilista condotta finora, l’Italia potrebbe fare una politica di bilancio molto più restrittiva”, ha precisato Tria durante la registrazione di Quarta Repubblica, in onda stasera su Rete 4.

Il ministro esprime inoltre riserve sul progetto di legge con cui la Lega vuole sancire la proprietà statale dell’oro di Bankitalia. “Nessuno può disporre delle riserve d’oro, se non la Banca centrale per manovre di politica monetaria”.

Presentata alla Camera da Claudio Borghi, consigliere del leader leghista Matteo Salvini, la proposta chiarisce che la Banca d’Italia gestisce e detiene, ad esclusivo titolo di deposito, le riserve auree, fermo restando il diritto di proprietà dello Stato italiano sulle riserve, comprese quelle detenute all’estero.

“Di queste risorse non si può disporre, fanno parte del sistema della Banca centrale europea e sono gestite da Bankitalia. Per i Trattati nessuno Stato può influenzare o dare indicazioni perché Bankitalia è indipendente. E neppure la Banca d’Italia può dare oro al governo italiano, perché sarebbe un aiuto di Stato”, obietta Tria.

Tria smentisce le ricorrenti voci che lo danno in uscita dal ministero per contrasti con esponenti di Lega e M5S: “Le dimissioni non si minacciano, si danno”.

Come già nei giorni scorsi, il ministro non conferma che via XX Settembre arriverà a detenere il 15% di Alitalia. “Io ho dato la disponibilità ad un intervento del governo sotto due precise condizioni: una gestione industriale forte e un partner forte e che vengano rispettate le regole comunitarie”.

“Un piano industriale che regga il mercato significa non fare perdite. Io non ho ancora ricevuto le cifre, devo vedere. Non c’è nessun 15%”.

È motivo di frizione anche la linea ad alta velocità Torino-Lione, sostenuta dalla Lega ma osteggiata dai 5s. “Nessuno verrà mai a investire in Italia se il Paese mostra che un Governo che cambia poi non sta ai patti, cambia i contratti, cambia le leggi e le fa retroattive”.

(Giuseppe Fonte)

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