February 14, 2019 / 12:18 PM / 5 months ago

PUNTO 1-Italia, Moody's vede Pil 2019 a 0-0,5%, alto rischio voto anticipato dopo Europee

(riscrive aggiungendo dettagli, contesto)

di Sara Rossi e Francesca Landini

MILANO, 14 febbraio (Reuters) - L’agenzia di rating Moody’s intende tagliare le proprie stime di crescita per l’Italia per il 2019 portandole probabilmente a 0-0,5% da +1,3% e vede un “significativo rischio” di elezioni anticipate, forse già dopo il voto europeo di fine maggio.

A dirlo Kathrin Muehlbronner, lead analyst per l’Italia a margine della ‘Credit trend conference’ a Milano aggiungendo che le stime per il deficit/Pil per quest’anno e il prossimo si attestano a 2,5%.

Moody’s si inserisce così nel solco di previstori di primo piano, tra cui Commissione Ue e Fmi, che recentemente hanno rivisto al ribasso le proprie stime per la crescita italiana per quest’anno portandole non lontano dallo zero, con Jp Morgan che si è spinta fino a una stima di -0,3%.

Il fatto che l’Italia sia entrata in recessione tecnica nel quarto trimeste del 2018 rappresenta sì un fattore di preoccupazione per l’agenzia che però non vede un “rischio contagio” ai danni degli altri Paesi europei, a differenza di quanto accaduto durante la crisi del debito del 2011-12.

Moody’s inoltre attualmente non vede fattori che possano portare una revisione al rialzo o al ribasso del rating del Paese, tagliato di un notch a ‘Baa3’ con outlook stabile lo scorso ottobre, a un passo dal livello ‘junk’.

“Ipotizziamo che la crescita resterà debole, sotto l’1%, per un paio di anni. Non ci concentramo troppo su uno o due trimestri ma su un periodo più lungo”, spiega Muehlbronner.

Il rischio politico — prevede l’agenzia — continuerà a essere elevato e in Italia sta già incidendo sui conti pubblici.

“Vediamo un significativo rischio di elezioni anticipate, probabilmente dopo le elezioni europee”, ha detto l’analista, aggiungendo che non è chiaro quale potrebbe essere la nuova compagine di governo.

Il giudizio sul governo gialloverde non è completamente negativo mentre i maggiori timori si concentrano sulla riforma del sistema pensionistico e sull’imponente programma di spesa pubblica.

“Tra gli aspetti positivi vediamo il piano di investimenti pubblici e anche la semplificazione fiscale proposta dalla Lega. La riforma delle pensioni è invece considerata negativamente. Non c’è nulla nel programma di governo che modifichi le prospettive di crescita, vediamo un consistente programma di spesa”, ha spiegato.

(Sara Rossi, Francesca Landini)

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