September 13, 2018 / 1:52 PM / 2 months ago

SINTESI-Bce più fiduciosa su inflazione, 'anticipa' chiusura Qe per fine anno

MILANO, 13 settembre (Reuters) - Nulla di fatto sui tassi e ‘forward guidance’ in buona sostanza invariata, salvo la precisazione che Francoforte è oggi in grado di “anticipare” con più sicurezza che il programma Qe si chiude con certezza a fine anno.

Quanto alle prospettive per il costo del denaro, in linea a quanto dichiarato sia in giugno sia in luglio, l’idea è che i tassi di riferimento si manterranno sui livelli attuali per lo meno fino alla fine dell’estate dell’anno prossimo e comunque — recita il comunicato di politica monetaria — fino a quando sarà necessario”.

Fino a qui davvero poche novità, per lo meno dall’ampiamente scontata prima parte della comunicazione.

Anche nel tono — la cosiddetta retorica — di Mario Draghi di fronte alla stampa non si percepisce un vero cambio di registro, salvo forse una maggiore fiducia sulle prospettive di inflazione, per cui i rischi al ribasso sono diminuiti, mentre quelli sulla crescita restano sostanzialmente bilanciati, specie in ragione di fattori esogeni.

Se settembre si chiuderà con sottoscrizioni di ‘quantitative easing’ ancora pari a 30 miliardi di euro, da ottobre a fine dicembre il programma proseguirà a ritmo dimezzato. In questo caso, però le parole del presidente Bce non possono essere equivocate.

Qui però la rassicurazione più esplicita: la zona euro ha ancora bisogno di un “considerevole” stimolo da parte della politica monetaria, che resterà espansiva anche dopo la chiusura del programma Qe a fine anno.

Di più: il consiglio odierno, la cui valutazione è stata una unanime, non ha discusso oggi di modi o tempi del prossimo ritocco al rialzo sul costo del danaro.

A corollario delle parole del numero uno Bce — che il mercato interpreta come ‘dovish’ — l’aggiornamento delle stime trimestrali dello staff su crescita e inflazione.

Confrontate con quelle di giugno e spalmate sul triennio 2018/2020, evidenziano una limatura al ribasso di un decimo sulle proiezioni di crescita 2018 e 2019, mentre stabile a 1,7% è la stima sull’espansione economica del 2020 e curiosamente anche quella per l’inflazione in tutti e tre gli anni contemplati dalle stime.

Non manca infine un messaggio diretto all’Italia, da cui Francoforte aspetta fatti e non parole, dopo diversi commenti da parte dei politici nel corso dell’estate che hanno avuto sul mercato un effetto deteriore. La Bce, comunque, per il momento si attiene all’impegno al rispetto delle regole da parte di Conte, Tria e Moavero.

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Appuntamento quindi alla prima settimana di giugno.

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