August 7, 2018 / 1:22 PM / 4 months ago

Decreto Dignità ottiene via libera definitivo in Senato, è legge

ROMA, 7 agosto (Reuters) - L’aula del Senato ha dato il via libera definitivo al decreto Dignità voluto dal ministro M5s Luigi Di Maio per ridurre la precarietà del lavoro attraverso una stretta dei contratti a termine.

Il provvedimento è passato con 155 voti favorevoli, 125 no e un astenuto.

La durata massima dei contratti di lavoro a tempo è stata ridotta a 24 mesi da 36 con penali per le aziende. Il contratto può essere prorogato liberamente nei primi 12 mesi e nei successivi 12 solo a fronte di esigenze temporanee e limitate. Il nuovo regime si applica ai contratti stipulati dopo il 14 luglio e ai rinnovi successivi al 31 ottobre 2018.

LE CRITICHE DELLE IMPRESE VENETE E IL RITORNO DEI VOUCHER

Non è certo che l’effetto sarà quello desiderato. Secondo la relazione tecnica allegata al decreto, 8.000 contratti a termine (non cumulati) verranno meno ogni anno per 10 anni. La stima è anche ottimistica, secondo una fonte sentita da Reuters .

Le imprese, soprattutto quelle del Veneto - bacino elettorale leghista - hanno fortemente criticato la misura e Assindustria Venetocentro ha stimato che il 22% dei contratti a termine non saranno rinnovati .

La Lega ha chiesto e ottenuto una reintroduzione ‘soft’ dei voucher per imprese agricole e strutture ricettive con al massimo otto dipendenti.

Come gesto distensivo verso le imprese, la maggioranza ha esteso al biennio 2019-2020 la decontribuzione parziale per gli assunti a tempo indeterminato fino a 35 anni. Il beneficio è valido per 36 mesi nel limite di 3.000 euro su base annua.

Di Maio, parlando stamani a Radio 24, ha rivendicato che secondo Inps la misura porterà 60.000 nuovi posti di lavoro in due anno.

“Chi mi ha attaccato sugli 8.000 licenziati deve anche dire che ci saranno 60.000 nuovi assunti, soprattutto tra i giovani che saranno presi a tempo indeterminato”, ha detto.

Le imprese che trasferiscono l’attività all’estero, in Stati non appartenenti all’Unione europea, dovranno restituire i sussidi ricevuti “entro cinque anni dalla conclusione dell’iniziativa agevolata”.

Sono previste anche sanzioni “da due a quattro volte l’importo dell’aiuto fruito”.

LE ALTRE NORME: DALLE TASSE SUI GIOCHI AL FISCO

Il decreto vieta ogni pubblicità relativa a giochi o scommesse. I contratti in essere continueranno ad applicarsi fino a scadenza. Dal 2019 il divieto è esteso alle sponsorizzazioni.

Aumentano le tasse su slot e videolottery (vlt).

Lo split payment, in base al quale sono le pubbliche amministrazioni a versare l’Iva all’Erario e non il fornitore, viene soppresso per i professionisti.

Cambiano le scadenze legate allo spesometro, la comunicazione al fisco dei dati sulle fatture, che dal 2019 sarà sostituito dalla fatturazione elettronica.

(Angelo Amante)

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