May 25, 2018 / 1:35 PM / 5 months ago

Bce, determinazione a chiudere Qe entro l'anno resta ferma - fonti

FRANCOFORTE, 25 maggio (Reuters) - La debolezza della crescita non ha intaccato la determinazione della Bce nel porre fine al Qe quest’anno, potrebbe però spingerla a muoversi in modo più cauto nel comunicare rialzi dei tassi.

E’ quanto emerge da conversazioni con quattro fonti vicine alla questione.

I banchieri hanno preparato i mercati per la fine del programma espansivoo messo in campo dalla banca centrale nel 2015. Tuttavia alcuni analisti hanno cominciato a dubitare che Francoforte possa ridurre ulteriormente lo stimolo, alla luce di un’inaspettata debolezza della crescita e dell’incertezza della situazione politica in Italia.

Chiedendo di restare anonime, le fonti hanno detto che il recente indebolimento degli indicatori lascia supporre che la crescita si sia stabilizzata.

Le fonti hanno aggiunto che l’aumento dei prezzi del greggio e la debolezza dell’euro provocheranno molto probabilmente un revisione al rialzo di alcune stime della Bce sull’inflazione ‘headline’. Le stime sull’inflazione ‘core’ non dovrebbero invece subire modifiche significative in occasione della diffusione delle nuove proiezioni dello staff, il mese prossimo, mentre alcune proiezioni sulla crescita dovrebbero subire tagli.

Anche un aumento dell’inflazione ‘headline’, che dovrebbe verificarsi nei mesi estivi, potrebbe concorrere a spingere la banca ad annunciare la fine del Qe. Le fonti hanno però detto che il focus resta sull’inflazione ‘core’ e gli effetti collaterali del rincaro dei prezzi del petrolio potrebbero concorrere a un rallentamento della crescita.

Inoltre hanno parlato di un’inusuale unità di intenti tra i banchieri centrali sulla fine del programma dopo un breve ‘tapering’, e che il vero dibattito si concentrerà sul sul futuro percorso dei tassi di interesse.

Mentre i mercati attualmente vedono un incremento dei tassi circa sei mesi dopo la fine del Qe, alcune delle fonti sostengono che il programma possa subire modifiche se il contesto di crescita si indebolirà ulteriormente. Ciò potrebbe comportare un ritardo del primo rialzo e un percorso di aumento dei tassi più diluito.

Se il balzo dei rendimenti dei Btp rappresenta una fonte di preoccupazione, le fonti hanno detto che il nuovo governo italiano non ha ancora messo in campo le proprie politiche che vengono considerate allarmanti aggiungendo di sperare che una reazione dei mercati già fortemente negativa possa far tornare sui propri passi il futuro governo.

La Bce non ha commentato. Le fonti infine hanno detto che non è stata presa alcuna decisione e che il futuro del programma di acquisto asset potrebbe essere deciso solo in occasione del meeting del 26 luglio.

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