13 gennaio 2017 / 18:59 / tra 10 mesi

PUNTO 1-Italia, Dbrs taglia rating sovrano a BBB(High), trend stabile - nota

(aggiunge commenti fonti del Tesoro, coresponsabile rating sovrani Dbrs, strategist di Unicredit)

di Giulio Piovaccari

MILANO, 13 gennaio (Reuters) - Dbrs ha tagliato di un notch il rating sovrano dell‘Italia a BBB(high) da A(low), a conclusione della review sul merito di credito del Paese avviata lo scorso mese di agosto. Il nuovo trend, ovvero l‘outlook, è stabile.

Il downgrade avvicina la valutazione di Dbrs a quelle di Fitch, Moody’s e S&P, rispettivamente BBB+, Baa2 e BBB-; negli ultimi mesi del 2016, Fitch e Moody’s hanno portato a negativo il loro outlook sul rating italiano, mentre S&P lo ha confermato a stabile.

Il taglio odierno comporta la discesa dell‘Italia, nei rapporti con la Bce, dalla categoria di rating AAA/A a quella BBB, con un automatico aumento degli ‘haircut’ applicati da Francoforte ai titoli di Stato italiani portati in rifinanziamento.

Secondo fonti del Tesoro la decisione dell‘agenzia canadese non comporterà effetti rilevanti sulla spesa per gli interessi relativi ai titoli di Stato

In una nota Dbrs spiega che la decisione riflette una “combinazione di fattori”, tra cui l‘incertezza sulla capacità politica del Paese di sostenere il percorso delle riforme strutturali e la protratta debolezza del settore bancario, in un periodo di debole crescita economica.

DEBOLEZZA GOVERNO

L‘agenzia ritiene in particolare che la bocciatura del referendum costituzionale di dicembre sia stata un‘occasione persa per garantire maggiore stabilità al governo e che il nuovo esecutivo guidato da Paolo Gentiloni possa avere spazi di manovra limitati per nuove misure a sostengo della crescita.

E resta, secondo l‘agenzia, il rischio di elezioni anticipate nel primo semestre 2017, con la legge elettorale che uscirà dal prossimo pronunciamento della Consulta.

“Una cosa molto positiva che potrebbe essere fatta è una legge elettorale ampiamente proporzionale, che favorisca una coalizione stabile tra i partiti mainstream” commenta a Reuters il coresponsabile rating sovrani di Dbrs Fergus McCormick.

BANCHE

Sul fronte banche l‘agenzia rileva la diminuzione delle sofferenze a partire dalla fine del 2015, ma osserva che “l‘incertezza sulla qualità degli asset del sistema bancario continua a influire sia sull‘appetito degli investitori per il capitale bancario sia sulla capacità degli istituti di credito di agire come intermediari finanziari a supporto dell‘economia attraverso il canale del credito”.

“La mancanza di un approccio di sistema sulle banche ha causato lunghi ritardi nella gestione degli Npl” spiega McCormick.

HAIRCUT

Nel dettaglio, l‘haircut applicato sui titoli di Stato italiani sale ore dallo 0,5% al 6% per i Btp a cedola fissa con durata residua entro l‘anno, dall‘1% al 7% per le scadenze entro 3 anni dall‘1,5% al 9% fino a 5 anni, dal 2% al 10% fino a 7 anni, dal 3% all‘11,5% fino a 10 anni e dal 5% al 13% oltre i 10 anni. Per gli ‘zero coupon’ (Bot e Ctz) l‘haircut sale da 0,5% a 6,0% per scadenze entro l‘anno e da 2,0% a 8,0% per quelle comprese tra uno e tre anni.

Secondo lo strategist di Unicredit Elia Lattuga l‘impatto del downgrade dovrebbe essere comunque limitato, sia in termini di tassi Btp sia di costo del funding per le banche.

“I dati ci dicono che il collateral pool depositato dalle banche italiane in Bce è molto più ampio delle esigenze di rifinanziamento; inoltre la parte in titoli di Stato è stimabile in circa un terzo del totale. Un peggioramento delle condizioni sugli haircut potrebbe spingere la banche a rivedere marginalmente il mix di collaterale utilizzato in Bce ed eventualmente a rifinanziare parte dei titoli di stato sul mercato” spiega. “L‘ammontare di titoli di Stato a cui si applicheranno haricut più penalizzanti è probabilmente ridotto e nell‘attuale contesto di mercato sembra esserci ampia flessibilità per la gestione del collaterale”.

In una nota pubblicata ieri lo strategist di Natwest Markets Marco Brancolini calcolava che il downgrade di Dbrs potrebbe causare un aumento del costo “marginale” di detenere Btp fino a 10 punti base per una banca sana (di più per una in difficoltà) e “marginalmente” incrementare la propensione delle banche italiane a ridurre l‘esposizione e la duration sui Btp.

EFFETTI LIMITATI SECONDO BANKITALIA

Anche Bankitalia ha recentemente notato che l‘eventuale downgrade da parte di Dbrs avrebbe avuto un “effetto limitato” sulla capacita delle banche italiane di accedere al rifinanziamento in Bce.

Via Nazionale osserva che il ‘collateral pool’ -- l‘insieme degli asset depositati e pronti ad essere utilizzati in rifinanziamento -- è stato recentemente alimentato soprattutto da obbligazioni bancarie garantite e che è ulteriormente aumentata la riserva di titoli potenzialmente negoziabili che si trovano ancora al di fuori del collateral pool.

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