30 dicembre 2016 / 07:58 / in un anno

Mps, a carico dello Stato circa 6,6 mld, altri 2,2 mld - Bankitalia

MILANO, 30 dicembre (Reuters) - La differenza tra l‘apporto di capitale previsto per Banca Monte dei Paschi di Siena in base alla cosiddetta ‘soluzione di mercato’ (5 miliardi di euro) e quello richiesto dalla ‘ricapitalizzazione precauzionale’ pubblica (8,8 miliardi) dipende dai diversi presupposti e obiettivi delle due misure, che implicano metodi di calcolo differenti e determinano risultati ugualmente diversi.

E’ quanto precisa la Banca d‘Italia, in una nota pubblicata sul sito, nella rubrica approfondimenti.

La ‘soluzione di mercato’, si legge, si rivolgeva ai privati e aveva come obiettivo la drastica riduzione del rischio di credito della banca, garantendo stabilità a fronte dell‘esito negativo dello stress test del luglio 2016.

La via privata prevedeva inoltre l‘integrale cessione dei crediti in sofferenza e l‘aumento del livello di svalutazione delle inadempienze probabili. Il costo di queste operazioni veniva calcolato in 5 miliardi, di cui 3 miliardi per coprire la perdita derivante dalla cessione delle sofferenze e 2 miliardi per aumentare il tasso di copertura delle inadempienze probabili.

La ‘ricapitalizzazione precauzionale’ è una misura prevista dalla normativa europea in casi eccezionali, “per rimediare a una grave perturbazione dell‘economia di uno stato membro e preservare la stabilità finanziaria”, spiega.

L‘intervento dello stato, precisa Bankitalia, “può essere effettuato solo dopo aver convertito in azioni le obbligazioni subordinate... Qualora le obbligazioni subordinate siano state vendute a clientela retail non rispettando corrette regole di trasparenza, è possibile attenuare gli effetti dell‘applicazione del principio di condivisione degli oneri”.

L‘ammontare di capitale precauzionale è quello necessario a coprire il fabbisogno patrimoniale che deriva dallo scenario avverso di uno stress test. Nel caso di Mps “tale fabbisogno è stato valutato dalla Bce in 8,8 miliardi”. L‘ammontare è stato determinato considerando l‘esito della prova di stress in condizioni avverse e calcolando il capitale necessario per riportare il CET1 ratio all‘8% e il total capital ratio all‘11,5%.

Nel dettaglio, prosegue Bankitalia, 6,3 miliardi occorrono per riportare il CET1 ratio all‘8%; di questi, circa 4,2 miliardi sarebbero coperti dal burden sharing dei titoli subordinati e circa 2,1 miliardi forniti dallo stato.

Altri 2,5 miliardi sono necessari per riportare il total capital ratio all‘11,5%.

Di conseguenza, conclude la banca centrale, “fatte salve successive e più puntuali verifiche, l‘onere immediato per lo stato sarebbe pari a circa 4,6 miliardi (2,1 miliardi per coprire il primo fabbisogno e 2,5 miliardi per coprire il secondo)”.

In un secondo tempo, lo stato dovrà farsi carico del ristoro dei sottoscrittori retail, per un ammontare di circa 2 miliardi.

In totale, dunque, i contribuenti dovranno farsi carico di circa 6,6 miliardi. L‘onere a carico dei soggetti diversi dallo stato, invece, sarebbe pari a circa 2,2 miliardi.

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